Da quando nel pensiero occidentale si è prodotta la svolta gnoseologica del soggetto che caratterizza l’epoca moderna, il problema dell’altro, e perciò della comunicazione, è stato sempre di difficile soluzione. Generalmente il pensiero del Novecento ha fondato l’alterità dell’altro e ha impostato quindi il problema della comunicazione nell’apertura originaria dell’individuo o della persona, nell’io costitutivamente aperto al tu. la comunicazione è stata dunque pensata come relazione avente solo natura diadica, come puro rapporto tra due comunicanti che prescinde dalla cosa comunicata ed è sorretto da regole morali e culturali condivise. Al contrario anche la comunicazione più elementare rivela sempre una natura triadica: oltre i comunicanti c’è il concetto comunicato.E la comunicazione non dipende tanto dalla messa in opera dei soggetti comunicanti quanto dal messaggio semantico che si offre alla comunicazione. I soggetti vanno pensati come coinvolti nel processo della comunicazione nel modo della interpretazione. Si vuole qui postulare il superamento dei soggetti per un primato del messaggio: ciò ha un effettivo riscontro empirico, nella rottura della comunicazione quando non c’è più nulla da comunicare.

Ermeneutica, comunicazione e la comprensione dell'altro

MATTEUCCI, IVANA
1991-01-01

Abstract

Da quando nel pensiero occidentale si è prodotta la svolta gnoseologica del soggetto che caratterizza l’epoca moderna, il problema dell’altro, e perciò della comunicazione, è stato sempre di difficile soluzione. Generalmente il pensiero del Novecento ha fondato l’alterità dell’altro e ha impostato quindi il problema della comunicazione nell’apertura originaria dell’individuo o della persona, nell’io costitutivamente aperto al tu. la comunicazione è stata dunque pensata come relazione avente solo natura diadica, come puro rapporto tra due comunicanti che prescinde dalla cosa comunicata ed è sorretto da regole morali e culturali condivise. Al contrario anche la comunicazione più elementare rivela sempre una natura triadica: oltre i comunicanti c’è il concetto comunicato.E la comunicazione non dipende tanto dalla messa in opera dei soggetti comunicanti quanto dal messaggio semantico che si offre alla comunicazione. I soggetti vanno pensati come coinvolti nel processo della comunicazione nel modo della interpretazione. Si vuole qui postulare il superamento dei soggetti per un primato del messaggio: ciò ha un effettivo riscontro empirico, nella rottura della comunicazione quando non c’è più nulla da comunicare.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2534387
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