Tanto il linguaggio utilizzato da Pindaro nel racconto della consegna in sogno a Bellerofonte da parte di Atena di un morso d’oro per domare il cavallo Pegaso (Ol. XIII, 70 ss.), quanto il motivo della consegna di un oggetto in sogno rinviano con chiarezza al contesto dell’incubazione (pratica forse effettivamente presente a Corinto nel V sec. a.C. nel santuario di Asclepio). Prendendo in esame numerosi paralleli in ambito pagano e cristiano, il saggio inquadra il racconto pindarico all’interno dei più generali meccanismi di conferma del carattere significativo del sogno, volti a conferire oggettività e credibilità all’esperienza onirica.

Il sogno di Bellerofonte: incubazione e modelli ontologici

DORATI, MARCO MASSIMO
2013-01-01

Abstract

Tanto il linguaggio utilizzato da Pindaro nel racconto della consegna in sogno a Bellerofonte da parte di Atena di un morso d’oro per domare il cavallo Pegaso (Ol. XIII, 70 ss.), quanto il motivo della consegna di un oggetto in sogno rinviano con chiarezza al contesto dell’incubazione (pratica forse effettivamente presente a Corinto nel V sec. a.C. nel santuario di Asclepio). Prendendo in esame numerosi paralleli in ambito pagano e cristiano, il saggio inquadra il racconto pindarico all’interno dei più generali meccanismi di conferma del carattere significativo del sogno, volti a conferire oggettività e credibilità all’esperienza onirica.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2587180
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