La ricerca ha analizzato alcuni processi psicologici della popolazione che accede ai servizi di Caritas Italiana in diverse parti del mondo, con l’obiettivo di valutare alcune variabili di tipo psicosociale che possono essere importanti per progettare un intervento che non sia soltanto di tipo assistenzialistico, ma più di promozione di competenze sociali e politiche, di partecipazione attiva e responsabilizzazione degli utenti, per permettere loro di arrivare a poter provvedere loro stessi alla soddisfazione dei propri bisogni. I soggetti coinvolti nei progetti che sono entrati nella sperimentazione sono complessivamente 434, appartenenti a fasce vulnerabili di 5 Paesi: Bosnia, Serbia, Sri Lanka, Sierra Leone e Argentina. Del campione fanno parte, inoltre, 20 utenti extracomunitari della Caritas di Urbino e 142 studenti dell’Università di Urbino, come campione di controllo. Sono stati somministrati tre strumenti dei quali due già conosciuti “Fatalismo” e “Self-Efficacy” e un terzo, elaborato appositamente, basato sulla teoria dei bisogni di Maslow. La General Self-Efficacy (GSE) consiste nella fiducia nelle proprie competenze per affrontare i compiti nuovi e le avversità che possono presentarsi in una vasta gamma di situazioni stressanti o difficili, ed è indicata in letteratura come un costrutto universale che presenta correlazioni significative con altri costrutti psicologici. Le scale sono state somministrate dai Caschi Bianchi, volontari italiani in Servizio Civile all’estero, affiancati da operatori locali. Quando possibile è stata usata la versione della scala presente in letteratura, come nel caso della versione spagnola, mentre per gli altri Paesi si è provveduto ad una apposita traduzione sul piano linguistico e culturale. Verranno presentati i risultati descrittivi relativi alle caratteristiche dei campioni per quanto riguarda età, genere, occupazione, ecc. Rispetto alla scala della GSE, è stata applicata l’analisi fattoriale ad ognuno dei Paesi oggetto dello studio. Il presente lavoro ha permesso di rilevare come il senso di autoefficacia varia nei diversi Paesi coinvolti nella ricerca. Inoltre, il senso di autoefficacia tende a basarsi e a far riferimento a specifiche competenze che variano nei Paesi considerati, dimostrando come fattori culturali incidano su tale percezione. Emerge come una valutazione della Self-Efficacy degli utenti a cui sono destinati progetti di promozione sociale permetta di conoscere e incentivare una caratteristica psicologica utile a tarare l’intervento e a favorirne la ricezione.

La valutazione della self-efficacy nei progetti di cooperazione internazionale: una ricerca interculturale

PAJARDI, DANIELA MARIA;VAGNI, MONIA;
2014-01-01

Abstract

La ricerca ha analizzato alcuni processi psicologici della popolazione che accede ai servizi di Caritas Italiana in diverse parti del mondo, con l’obiettivo di valutare alcune variabili di tipo psicosociale che possono essere importanti per progettare un intervento che non sia soltanto di tipo assistenzialistico, ma più di promozione di competenze sociali e politiche, di partecipazione attiva e responsabilizzazione degli utenti, per permettere loro di arrivare a poter provvedere loro stessi alla soddisfazione dei propri bisogni. I soggetti coinvolti nei progetti che sono entrati nella sperimentazione sono complessivamente 434, appartenenti a fasce vulnerabili di 5 Paesi: Bosnia, Serbia, Sri Lanka, Sierra Leone e Argentina. Del campione fanno parte, inoltre, 20 utenti extracomunitari della Caritas di Urbino e 142 studenti dell’Università di Urbino, come campione di controllo. Sono stati somministrati tre strumenti dei quali due già conosciuti “Fatalismo” e “Self-Efficacy” e un terzo, elaborato appositamente, basato sulla teoria dei bisogni di Maslow. La General Self-Efficacy (GSE) consiste nella fiducia nelle proprie competenze per affrontare i compiti nuovi e le avversità che possono presentarsi in una vasta gamma di situazioni stressanti o difficili, ed è indicata in letteratura come un costrutto universale che presenta correlazioni significative con altri costrutti psicologici. Le scale sono state somministrate dai Caschi Bianchi, volontari italiani in Servizio Civile all’estero, affiancati da operatori locali. Quando possibile è stata usata la versione della scala presente in letteratura, come nel caso della versione spagnola, mentre per gli altri Paesi si è provveduto ad una apposita traduzione sul piano linguistico e culturale. Verranno presentati i risultati descrittivi relativi alle caratteristiche dei campioni per quanto riguarda età, genere, occupazione, ecc. Rispetto alla scala della GSE, è stata applicata l’analisi fattoriale ad ognuno dei Paesi oggetto dello studio. Il presente lavoro ha permesso di rilevare come il senso di autoefficacia varia nei diversi Paesi coinvolti nella ricerca. Inoltre, il senso di autoefficacia tende a basarsi e a far riferimento a specifiche competenze che variano nei Paesi considerati, dimostrando come fattori culturali incidano su tale percezione. Emerge come una valutazione della Self-Efficacy degli utenti a cui sono destinati progetti di promozione sociale permetta di conoscere e incentivare una caratteristica psicologica utile a tarare l’intervento e a favorirne la ricezione.
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