Dalla morte nel 1910, la memoria di Costa, il precursore o il maestro del socialismo italiano, è presa in eredità dalla cultura riformista, che fa del precursore un simbolo dell'attivo inserimento del socialismo nelle istituzioni dello Stato borghese. Tale caratterizzazione, però, passava nell'inattualità all'epoca del trionfo delle grandi ideologie novecentesche. Costa sarà riscoperto da Nenni solo nel secondo dopoguerra quale precursore del "socialismo di sinistra" e poi del socialismo inserito nello Stato all'epoca del primo governo di centro-sinistra. Memorie e contromemorie coinvolgono, però, non solo il leader politico ma l'intera figura morale. Dal "convertito" in extremis, al deputato ingrassato, un'ampia batteria di polemiche è messa in atto per alienargli la posterità, fino alla caratterizzazione del leader tutta azione, ma sprovvisto di dottrina marxista, che da Turati passa in Togliatti. Solo alcuni intellettuali come Bosio opereranno un primo ritorno alle fonti, ma occorrerà attendere l'attenuarsi della ideologizzazione perché la memoria del precursore passi dai politici agli storici e si faccia più aderente alle fonti d'archivio.

Andrea Costa, la memoria del precursore

MENGOZZI, DINO
2014-01-01

Abstract

Dalla morte nel 1910, la memoria di Costa, il precursore o il maestro del socialismo italiano, è presa in eredità dalla cultura riformista, che fa del precursore un simbolo dell'attivo inserimento del socialismo nelle istituzioni dello Stato borghese. Tale caratterizzazione, però, passava nell'inattualità all'epoca del trionfo delle grandi ideologie novecentesche. Costa sarà riscoperto da Nenni solo nel secondo dopoguerra quale precursore del "socialismo di sinistra" e poi del socialismo inserito nello Stato all'epoca del primo governo di centro-sinistra. Memorie e contromemorie coinvolgono, però, non solo il leader politico ma l'intera figura morale. Dal "convertito" in extremis, al deputato ingrassato, un'ampia batteria di polemiche è messa in atto per alienargli la posterità, fino alla caratterizzazione del leader tutta azione, ma sprovvisto di dottrina marxista, che da Turati passa in Togliatti. Solo alcuni intellettuali come Bosio opereranno un primo ritorno alle fonti, ma occorrerà attendere l'attenuarsi della ideologizzazione perché la memoria del precursore passi dai politici agli storici e si faccia più aderente alle fonti d'archivio.
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