La fonte archeologica per lo studio dei castelli e dell'incastellamento: l'esempio di Monte Copiolo, castello di origine dei Conti di Montefeltro. Il sito archeologico del castello di Monte Copiolo si trova nella sub-regione storica del Montefeltro (Marche, provincia di Pesaro e Urbino, ma Romagna storica). È indagato, da tredici anni, dalla cattedra di Archeologia Medievale dell'Università di Urbino nell'ambito di un vasto progetto di archeologia dei paesaggi medievali che interessa le province di Pesaro e Urbino e di Rimini e che ha come oggetto principale lo studio dell'incastellamento del Montefeltro, una regione in cui in pieno '400 esistevano ancora 136 fortificazioni. Le campagne di scavo hanno permesso di far luce sull'incastellamento del sito di altura montecopiolese, avvenuto nel X secolo e sulla diacronica dei suoi processi di trasformazione, sino all'abbandono (XVIII secolo). Da un castello torre con recinto (X sec.) si è passati ad un castrum cum rocca (XII sec.) per arrivare ad un forte quattrocentesco aggiornato in fase architettonica di Transizione; il tutto mantenendo la funzione abitativa per una popolazione di circa 600 anime. Il complesso, 1033 metri sul livello del mare, 9000 metri quadrati e sei cinte murarie, attraverso la sua cultura materiale ha restituito ampi spaccati di vita che ci hanno fornito un modello scientifico di "vita all'interno di un castello" di prima rilevanza, poiché residenza del potere comitale che deteneva il controllo del territorio circostante, i conti di Montefeltro, poi duchi di Urbino. Un luogo che si trovò spesso al centro della grande storia, assediato anche da Cesare Borgia e da Giovanni de' Medici (dalle Bande Nere). Un esempio di come l'archeologia, in assenza di documenti storici, diviene fonte primaria non solo per lo studio di un centro fortificato, ma per la comprensione di un intero territorio.

La fonte archeologica per lo studio dei castelli e dell'incastellamento

SACCO, DANIELE
2014-01-01

Abstract

La fonte archeologica per lo studio dei castelli e dell'incastellamento: l'esempio di Monte Copiolo, castello di origine dei Conti di Montefeltro. Il sito archeologico del castello di Monte Copiolo si trova nella sub-regione storica del Montefeltro (Marche, provincia di Pesaro e Urbino, ma Romagna storica). È indagato, da tredici anni, dalla cattedra di Archeologia Medievale dell'Università di Urbino nell'ambito di un vasto progetto di archeologia dei paesaggi medievali che interessa le province di Pesaro e Urbino e di Rimini e che ha come oggetto principale lo studio dell'incastellamento del Montefeltro, una regione in cui in pieno '400 esistevano ancora 136 fortificazioni. Le campagne di scavo hanno permesso di far luce sull'incastellamento del sito di altura montecopiolese, avvenuto nel X secolo e sulla diacronica dei suoi processi di trasformazione, sino all'abbandono (XVIII secolo). Da un castello torre con recinto (X sec.) si è passati ad un castrum cum rocca (XII sec.) per arrivare ad un forte quattrocentesco aggiornato in fase architettonica di Transizione; il tutto mantenendo la funzione abitativa per una popolazione di circa 600 anime. Il complesso, 1033 metri sul livello del mare, 9000 metri quadrati e sei cinte murarie, attraverso la sua cultura materiale ha restituito ampi spaccati di vita che ci hanno fornito un modello scientifico di "vita all'interno di un castello" di prima rilevanza, poiché residenza del potere comitale che deteneva il controllo del territorio circostante, i conti di Montefeltro, poi duchi di Urbino. Un luogo che si trovò spesso al centro della grande storia, assediato anche da Cesare Borgia e da Giovanni de' Medici (dalle Bande Nere). Un esempio di come l'archeologia, in assenza di documenti storici, diviene fonte primaria non solo per lo studio di un centro fortificato, ma per la comprensione di un intero territorio.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2631115
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