Introduzione. Le innovazioni nel mondo ICT hanno considerevolmente trasformato la comunicazione nei giovani. Tra gli adolescenti l’utilizzo improprio delle nuove tecnologie può degenerare in forme di cyber bullismo con conseguenze molti gravi sia sulla sfera personale che sociale dei protagonisti - bulli, spettatori e vittime (Genta, Brighi, Guarini, 2009; 2013). Gli obiettivi del progetto formativo proposto agli adolescenti sono stati quelli di 1) informare su un uso sicuro e responsabile del web, 2) stimolare una maggiore consapevolezza sui temi di riferimento, 3) aumentare le competenze empatiche e strategie adattive di coping, attraverso l’utilizzo dell’approccio “peer education-peer support”; 4) creare una rete di studenti-tutor che possano svolgere attività di counseling con i pari nelle loro scuole o via web. Metodo. Partecipanti: hanno partecipato al progetto-pilota 7 studenti-tutor (Età media 16 anni; 4 maschi e 3 femmine) delle classi seconde delle scuole secondarie di II° di 3 istituti comprensivi di Gorizia e provincia e 85 studenti (33 F e 52 M, età media 16,3 anni) compagni di classe dei tutor afferenti alla formazione. Procedure: gli studenti-tutor si autocandidavano e concordavano la loro partecipazione alla formazione con le insegnanti. Il percorso educativo prevedeva la frequenza di 5 incontri da 3 ore ciascuno su temi attinenti al bullismo tramite web. Il progetto inoltre prevedeva che i tutor avessero a disposizione tre ore, durante l’orario scolastico, all’interno delle quali potevano proporre ai compagni di classe i contenuti relativi all’esperienza fatta e, insieme a loro, sceneggiare un cortometraggio sui temi del progetto. Strumenti: per gli studenti-tutor, è stata valutata: 1) la conoscenza del cyberbullismo attraverso un questionario chiuso (somministrato durante il primo incontro formativo); 2) l’acquisizione dei contenuti proposti nel corso sul cyberbullismo attraverso un questionario a scelta multipla (somministrato all’inizio e alla fine di ogni incontro); 3) il gradimento delle attività proposte (con una griglia somministrata alla fine del progetto). Per gli altri studenti coinvolti la valutazione delle attività proposte nel contesto scolastico è stata fatta attraverso una griglia somministrata al termine attività. Risultati. Il questionario a scelta multipla proposto ai tutor ha rilevato un miglioramento delle loro conoscenze sui temi target del progetto tra inizio e fine delle formazione (t test = 2.1, p = 0.04). Attraverso una valutazione fatta su una scala likert a 4 punti i tutor hanno espresso un gradimento medio di 3.67 (DS 0.6), mentre su una scala likert a 5 punti i tutor hanno valutato una utilità media di 4.67 (DS 0.8) punti al termine del progetto. I coetanei hanno espresso un gradimento medio di 3.50 (DS 0.8) e una utilità media 4.02 (DS 0.9). Conclusioni. In Italia molti studi hanno rilevato la portata del fenomeno cyberbullismo (Genta, Brighi, Guarini, 2009; 2013), ma sono in via di valutazione i modelli applicativi da proporre ai giovani al fine di prevenire il fenomeno. Il progetto pilota proposto nelle scuole può essere considerato una proposta efficace che alla peer education combina una modalità fattiva e concreta di lavoro sulle tematiche del bullismo elettronico.

Contrastare il cyberbullismo: un approccio peer to peer

TONZAR, CLAUDIO;
2015-01-01

Abstract

Introduzione. Le innovazioni nel mondo ICT hanno considerevolmente trasformato la comunicazione nei giovani. Tra gli adolescenti l’utilizzo improprio delle nuove tecnologie può degenerare in forme di cyber bullismo con conseguenze molti gravi sia sulla sfera personale che sociale dei protagonisti - bulli, spettatori e vittime (Genta, Brighi, Guarini, 2009; 2013). Gli obiettivi del progetto formativo proposto agli adolescenti sono stati quelli di 1) informare su un uso sicuro e responsabile del web, 2) stimolare una maggiore consapevolezza sui temi di riferimento, 3) aumentare le competenze empatiche e strategie adattive di coping, attraverso l’utilizzo dell’approccio “peer education-peer support”; 4) creare una rete di studenti-tutor che possano svolgere attività di counseling con i pari nelle loro scuole o via web. Metodo. Partecipanti: hanno partecipato al progetto-pilota 7 studenti-tutor (Età media 16 anni; 4 maschi e 3 femmine) delle classi seconde delle scuole secondarie di II° di 3 istituti comprensivi di Gorizia e provincia e 85 studenti (33 F e 52 M, età media 16,3 anni) compagni di classe dei tutor afferenti alla formazione. Procedure: gli studenti-tutor si autocandidavano e concordavano la loro partecipazione alla formazione con le insegnanti. Il percorso educativo prevedeva la frequenza di 5 incontri da 3 ore ciascuno su temi attinenti al bullismo tramite web. Il progetto inoltre prevedeva che i tutor avessero a disposizione tre ore, durante l’orario scolastico, all’interno delle quali potevano proporre ai compagni di classe i contenuti relativi all’esperienza fatta e, insieme a loro, sceneggiare un cortometraggio sui temi del progetto. Strumenti: per gli studenti-tutor, è stata valutata: 1) la conoscenza del cyberbullismo attraverso un questionario chiuso (somministrato durante il primo incontro formativo); 2) l’acquisizione dei contenuti proposti nel corso sul cyberbullismo attraverso un questionario a scelta multipla (somministrato all’inizio e alla fine di ogni incontro); 3) il gradimento delle attività proposte (con una griglia somministrata alla fine del progetto). Per gli altri studenti coinvolti la valutazione delle attività proposte nel contesto scolastico è stata fatta attraverso una griglia somministrata al termine attività. Risultati. Il questionario a scelta multipla proposto ai tutor ha rilevato un miglioramento delle loro conoscenze sui temi target del progetto tra inizio e fine delle formazione (t test = 2.1, p = 0.04). Attraverso una valutazione fatta su una scala likert a 4 punti i tutor hanno espresso un gradimento medio di 3.67 (DS 0.6), mentre su una scala likert a 5 punti i tutor hanno valutato una utilità media di 4.67 (DS 0.8) punti al termine del progetto. I coetanei hanno espresso un gradimento medio di 3.50 (DS 0.8) e una utilità media 4.02 (DS 0.9). Conclusioni. In Italia molti studi hanno rilevato la portata del fenomeno cyberbullismo (Genta, Brighi, Guarini, 2009; 2013), ma sono in via di valutazione i modelli applicativi da proporre ai giovani al fine di prevenire il fenomeno. Il progetto pilota proposto nelle scuole può essere considerato una proposta efficace che alla peer education combina una modalità fattiva e concreta di lavoro sulle tematiche del bullismo elettronico.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2631250
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