L’articolo prende in esame il rapporto tra psicologia e filosofia, un tema complesso che ha interessato per molto tempo la vicenda dell’autonomizzazione delle discipline psicologiche. Un tema che in particolare in Italia è stato oggetto di intensi dibattiti, che si sono protratti per diversi decenni del Novecento. In questo contributo viene scelta una prospettiva piuttosto inconsueta, quella dell’insegnamento accademico della psicologia, che nelle sue successive trasformazioni ha rispecchiato significativamente gli sviluppi di quei dibattiti. Oggetto specifico dell’indagine qui riferita è una pionieristica inchiesta condotta nel 1914 da Enzo Bonaventura per conto dell’Associazione di Studi Psicologici di Firenze, volta a conoscere le condizioni dell’insegnamento della psicologia in numerosi Paesi esteri. Seguendo il dettagliato resoconto dell’autore e proponendo una serie di commenti, l’articolo descrive la situazione esistente sia in quei Paesi in cui all’epoca la psicologia muove i primi passi sia in quelli in cui la sua presenza nell’Università risulta ben radicata. Un approfondimento storiograficamente rilevante viene dedicato alla situazione in Germania, dove la psicologia è insegnata da cattedre formalmente “intitolate” alla filosofia: una situazione, questa, che dà luogo a polemiche e contrasti, puntualmente ed ampiamente riferiti da Bonaventura. Chiude l’articolo il recupero di un intervento di Benussi concernente il “posto” della psicologia tra le scienze riconosciute, che testimonia ulteriormente quanto a lungo sia continuato il dibattito in Italia, tanto sul piano epistemologico quanto su quello dell’insegnamento accademico.

Declinazioni del rapporto psicologia-filosofia. Riflessi sull’insegnamento accademico nell’inchiesta di Enzo Bonaventura del 1914

CECCARELLI, GLAUCO
2015-01-01

Abstract

L’articolo prende in esame il rapporto tra psicologia e filosofia, un tema complesso che ha interessato per molto tempo la vicenda dell’autonomizzazione delle discipline psicologiche. Un tema che in particolare in Italia è stato oggetto di intensi dibattiti, che si sono protratti per diversi decenni del Novecento. In questo contributo viene scelta una prospettiva piuttosto inconsueta, quella dell’insegnamento accademico della psicologia, che nelle sue successive trasformazioni ha rispecchiato significativamente gli sviluppi di quei dibattiti. Oggetto specifico dell’indagine qui riferita è una pionieristica inchiesta condotta nel 1914 da Enzo Bonaventura per conto dell’Associazione di Studi Psicologici di Firenze, volta a conoscere le condizioni dell’insegnamento della psicologia in numerosi Paesi esteri. Seguendo il dettagliato resoconto dell’autore e proponendo una serie di commenti, l’articolo descrive la situazione esistente sia in quei Paesi in cui all’epoca la psicologia muove i primi passi sia in quelli in cui la sua presenza nell’Università risulta ben radicata. Un approfondimento storiograficamente rilevante viene dedicato alla situazione in Germania, dove la psicologia è insegnata da cattedre formalmente “intitolate” alla filosofia: una situazione, questa, che dà luogo a polemiche e contrasti, puntualmente ed ampiamente riferiti da Bonaventura. Chiude l’articolo il recupero di un intervento di Benussi concernente il “posto” della psicologia tra le scienze riconosciute, che testimonia ulteriormente quanto a lungo sia continuato il dibattito in Italia, tanto sul piano epistemologico quanto su quello dell’insegnamento accademico.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2631840
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