Lo studio ha l’obiettivo di verificare se, ed in quale misura, l’ordinamento italiano abbia disciplinato l’uso della lingua in funzione dell’integrazione civile e politica dei cittadini. Se, cioè, la lingua sia stata considerata un fattore di integrazione civile e politica e se vi sia stato l’obiettivo del perseguimento di una lingua comune, con lo sviluppo di una vera e propria politica linguistica. A tal fine, innanzitutto, anche sulla base degli importanti studi compiuti dagli storici della lingua italiana, sono esaminati i fattori che hanno consentito la nascita di una lingua comune, gradualmente superando i problemi del periodo preunitario, attraverso l’influenza di diversi fattori. Quindi, viene esaminata l’affermazione della lingua italiana come lingua ufficiale (ma non esclusiva) del Regno di Sardegna (e poi del Regno d’Italia) fino alla sua forte ed esclusiva affermazione (caratterizzata però da contraddittorietà) con il regime fascista ed all’odierno dibattito relativo alla sua costituzionalizzazione. Infine, vengono ricostruiti i diversi aspetti di una frammentaria, per non dire casuale, politica linguistica, caratterizzata dall’assenza di un disegno unitario, che non ne rende quindi possibile un esame se non per settori.

La lingua come fattore di integrazione civile e politica

GNES, MATTEO
2016-01-01

Abstract

Lo studio ha l’obiettivo di verificare se, ed in quale misura, l’ordinamento italiano abbia disciplinato l’uso della lingua in funzione dell’integrazione civile e politica dei cittadini. Se, cioè, la lingua sia stata considerata un fattore di integrazione civile e politica e se vi sia stato l’obiettivo del perseguimento di una lingua comune, con lo sviluppo di una vera e propria politica linguistica. A tal fine, innanzitutto, anche sulla base degli importanti studi compiuti dagli storici della lingua italiana, sono esaminati i fattori che hanno consentito la nascita di una lingua comune, gradualmente superando i problemi del periodo preunitario, attraverso l’influenza di diversi fattori. Quindi, viene esaminata l’affermazione della lingua italiana come lingua ufficiale (ma non esclusiva) del Regno di Sardegna (e poi del Regno d’Italia) fino alla sua forte ed esclusiva affermazione (caratterizzata però da contraddittorietà) con il regime fascista ed all’odierno dibattito relativo alla sua costituzionalizzazione. Infine, vengono ricostruiti i diversi aspetti di una frammentaria, per non dire casuale, politica linguistica, caratterizzata dall’assenza di un disegno unitario, che non ne rende quindi possibile un esame se non per settori.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2637852
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