Presupposto della conservazione è il rispetto non solo dell’opera d’arte, ma anche del dato storico ad essa strettamente legato, considerando perciò l’opera nella sua evoluzione diacronica e nella sua complessità. La conoscenza preliminare di un’opera è strettamente correlata ad un uso altamente critico anche degli strumenti tecnici e operativi che non possono essere separati dalla lettura analitica, devono essere concepiti all’interno dello stesso programma metodologico. Il problema del rilievo e della sua rappresentazione nel restauro e nella conservazione assume via via maggiore peso se visto innanzitutto come mezzo di indagine e come organizzazione di informazioni, e più in generale della conoscenza. Il primo livello di conoscenza è senza dubbio di tipo metrico e quindi lo scopo consiste nel quantificare i dati dell’opera in un determinato spazio. Una volta acquisiti i dati questi possono essere convenientemente usati da altre discipline come supporto ad altre informazioni ad esempio di tipo qualitativo, storico-tipologiche, ecc. Nel caso dei due trittici di Heronymus Bosch, il trittico di Santa Liberata ed il trittico degli Eremiti, il rilievo della superficie del dipinto attraverso tecnologie laser scanner ed il confronto geometrico tra acquisizioni successive permette di valutare eventuali spostamenti dovuti a modificazioni del supporto. Il lavoro rientra in una collaborazione tra la Scuola di Conservazione e Restauro dell’Università di Urbino, la Fondazione Bosch Research and Conservation Project e la Soprintendenza Speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Venezia dei Comuni della Gronda Lagunare. L’accuratezza e la ripetibilità della misura permetterà di approntare campagne di monitoraggio temporale lì dove il solo controllo visivo o fotografico non fornisce sufficienti garanzie. La proposta si articolerà in più fasi di acquisizione di informazioni di tipo quantitativo attraverso rilievi geometrico-formali basati su diverse tecnologie laser scanner e fotogrammetriche classiche, per confrontarne l’accuratezza e verificarne l’efficacia. I risultati delle diverse metodiche applicate porteranno a fornire una “carta digitale dell’opera”, infatti la gestione dei diversi set di dati sarà a sua volta inserita in sistemi informativi di tipo GIS 3D che riporti, punto per punto, tutte le informazioni peculiari raccolte e ne permetta una produzione di disegni e stampati, in scala o al naturale, di qualsivoglia vista e tipo di proiezione e di comparazione. Un’ulteriore sperimentazione riguarda l’utilizzo di strumenti di Spatial Analyst per l’analisi della pellicola pittorica associati al rilievo tridimensionale.

MONITORAGGIO DELLE DEFORMAZIONI DEL SUPPORTO CON TECNOLOGIE LASER E ANALISI DELLA SUPERFICIE PITTORICA CON SISTEMI GIS

BARATIN, LAURA
;
BERTOZZI, SARA
;
MORETTI, ELVIO
;
2014-01-01

Abstract

Presupposto della conservazione è il rispetto non solo dell’opera d’arte, ma anche del dato storico ad essa strettamente legato, considerando perciò l’opera nella sua evoluzione diacronica e nella sua complessità. La conoscenza preliminare di un’opera è strettamente correlata ad un uso altamente critico anche degli strumenti tecnici e operativi che non possono essere separati dalla lettura analitica, devono essere concepiti all’interno dello stesso programma metodologico. Il problema del rilievo e della sua rappresentazione nel restauro e nella conservazione assume via via maggiore peso se visto innanzitutto come mezzo di indagine e come organizzazione di informazioni, e più in generale della conoscenza. Il primo livello di conoscenza è senza dubbio di tipo metrico e quindi lo scopo consiste nel quantificare i dati dell’opera in un determinato spazio. Una volta acquisiti i dati questi possono essere convenientemente usati da altre discipline come supporto ad altre informazioni ad esempio di tipo qualitativo, storico-tipologiche, ecc. Nel caso dei due trittici di Heronymus Bosch, il trittico di Santa Liberata ed il trittico degli Eremiti, il rilievo della superficie del dipinto attraverso tecnologie laser scanner ed il confronto geometrico tra acquisizioni successive permette di valutare eventuali spostamenti dovuti a modificazioni del supporto. Il lavoro rientra in una collaborazione tra la Scuola di Conservazione e Restauro dell’Università di Urbino, la Fondazione Bosch Research and Conservation Project e la Soprintendenza Speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Venezia dei Comuni della Gronda Lagunare. L’accuratezza e la ripetibilità della misura permetterà di approntare campagne di monitoraggio temporale lì dove il solo controllo visivo o fotografico non fornisce sufficienti garanzie. La proposta si articolerà in più fasi di acquisizione di informazioni di tipo quantitativo attraverso rilievi geometrico-formali basati su diverse tecnologie laser scanner e fotogrammetriche classiche, per confrontarne l’accuratezza e verificarne l’efficacia. I risultati delle diverse metodiche applicate porteranno a fornire una “carta digitale dell’opera”, infatti la gestione dei diversi set di dati sarà a sua volta inserita in sistemi informativi di tipo GIS 3D che riporti, punto per punto, tutte le informazioni peculiari raccolte e ne permetta una produzione di disegni e stampati, in scala o al naturale, di qualsivoglia vista e tipo di proiezione e di comparazione. Un’ulteriore sperimentazione riguarda l’utilizzo di strumenti di Spatial Analyst per l’analisi della pellicola pittorica associati al rilievo tridimensionale.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2640834
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