Il rinnovato interesse verso Antonio Gramsci su scala internazionale è anche il segnale della rinascita di un interesse globale verso il marxismo nel suo complesso? In realtà, la ricezione e la diffusione del pensiero di Gramsci avvengono in un contesto assai peculiare. Già nei Postcolonial Studies lo studioso dell’egemonia e della questione meridionale diventa una sorta di critico della modernità tout court e un avversario dell’universalismo, confuso come ideologia di accompagnamento dell’mperialismo occidentale, e di Hegel. Ancora di più questo fenomeno è visibile in Laclau. La politica viene rimodellata dal filosofo argentino secondo la concezione gramsciana dell’egemonia, individuata come il segreto della «costruzione del popolo». Ovvero della costruzione di nuove forme di identità collettive flessibili che sopperiscano al tramonto delle rigide identità di classe. Ma a tal fine bisogna definitivamente superare la filosofia della storia che il marxismo ha ereditato da Hegel. secondo Laclau il merito di Gramsci consisterebbe invece esattamente nell’aver posto le basi per una fuoriuscita del marxismo dall’alveo della tradizione dialettica, ovvero da quella metafisica moderna di cui il marxismo condivideva l’impianto sostanziale Collocata sul terreno della svolta postmoderna l’egemonia gramsciana diventa però a questo punto niente di diverso dall’ermeneutica e dal pensiero debole. Mentre anche i confini della destra e della sinistra sfumano in un «populismo» che si impegna per una «democrazia radicale» ma che non riesce mai a definire il proprio «popolo».

Antonio Gramsci 125 anni dopo: la svolta postmoderna, l’«egemonia» e la crisi della cultura marxista in Occidente

AZZARA', GIUSEPPE STEFANO
2017-01-01

Abstract

Il rinnovato interesse verso Antonio Gramsci su scala internazionale è anche il segnale della rinascita di un interesse globale verso il marxismo nel suo complesso? In realtà, la ricezione e la diffusione del pensiero di Gramsci avvengono in un contesto assai peculiare. Già nei Postcolonial Studies lo studioso dell’egemonia e della questione meridionale diventa una sorta di critico della modernità tout court e un avversario dell’universalismo, confuso come ideologia di accompagnamento dell’mperialismo occidentale, e di Hegel. Ancora di più questo fenomeno è visibile in Laclau. La politica viene rimodellata dal filosofo argentino secondo la concezione gramsciana dell’egemonia, individuata come il segreto della «costruzione del popolo». Ovvero della costruzione di nuove forme di identità collettive flessibili che sopperiscano al tramonto delle rigide identità di classe. Ma a tal fine bisogna definitivamente superare la filosofia della storia che il marxismo ha ereditato da Hegel. secondo Laclau il merito di Gramsci consisterebbe invece esattamente nell’aver posto le basi per una fuoriuscita del marxismo dall’alveo della tradizione dialettica, ovvero da quella metafisica moderna di cui il marxismo condivideva l’impianto sostanziale Collocata sul terreno della svolta postmoderna l’egemonia gramsciana diventa però a questo punto niente di diverso dall’ermeneutica e dal pensiero debole. Mentre anche i confini della destra e della sinistra sfumano in un «populismo» che si impegna per una «democrazia radicale» ma che non riesce mai a definire il proprio «popolo».
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