L’idea del lavoro scaturisce in particolare dal contributo di Dambrin e Lambert [2006a; 2006b] che, attraverso un’analisi della «letteratura di genere» nelle riviste contabili francesi e anglosassoni, sottolineano la presenza di diverse categorie di ostacoli che si frappongono alla progressione di carriera delle donne nella professione contabile. Mutuando questa prospettiva, ci si è quindi chiesti se, partendo dalla «lettura»della presenza (in termini di quantità) di contribuiti femminili nelle principali riviste italiane di economia aziendale, e seguendo una prospettiva storica, sia possibile identificare la presenza di discriminazioni che influenzano la progressione di carriera delle donne che svolgono l’attività di studiose di accounting nel nostro paese e comprenderne le cause. Esiste una differenza nel numero di pubblicazioni di lavori scritti da uomini e da donne? Se sì, esiste un rapporto tra la discriminazione delle donne in termini di visibilità scientifica e la progressione di carriera? Quali sono i fattori di contesto che determinano una scarsa presenza di contributi femminili pubblicati? Quali sono gli ostacoli alla progressione di carriera delle studiose italiane? Il dato quantitativo impiegato per rilevare questa presenza è utilizzato come proxy della produttività scientifica femminile. La metodologia è incentrata, da un lato, sull’analisi deduttiva della letteratura sulla gender accounting e sul ruolo delle donne nelle università, per inquadrare scientificamente la domanda di ricerca. Dall’altro, l’analisi induttiva e le conseguenti riflessioni sulla disuguaglianza di genere nel percorso scientifico e professionale delle donne nell’università e nell’accademia in Italia si focalizzano sul numero di articoli che sono stati pubblicati all’interno della rivista italiana del settore scientifico-disciplinare considerata più antica e a oggi ancora attiva («RIREA - Rivista Italiana di Economia Aziendale e di Ragioneria »). La scelta della rivista nasce dall’esigenza di ripercorrere in tempi diversi, a partire dal 1970 sino a oggi, il contributo scientifico delle donne. Ciò dovuto al fatto che esiste un vuoto conoscitivo, poiché gli studi precedenti sulle riviste italiane sono incentrati prevalentemente sui contributi inerenti alla storia della ragioneria e sulle tipologie di tematiche trattate dagli autori italiani, ma senza una lettura di genere. Lo studio empirico, presentato nella seconda parte del contributo, dà risposta alla prima domanda di ricerca ecostituisce un primo momento di riflessione all’interno di un progetto più ampio, teso a conoscere e valorizzare il ruolo delle studiose all’interno della ragioneria e dell’economia aziendale. Pertanto, nelle successive fasi, l’analisi si articolerà su più piani: da un lato, si estenderà al numero di contributi scientifici all’interno di un numero maggiore di riviste nazionali (oltre a RIREA, saranno prese in considerazione «Contabilità e Cultura Aziendale», «Economia Aziendale on Line», ecc.), dall’altro, alla natura dei contributi e dei temi di ricerca (aree tematiche trattate nei lavori delle studiose) e ai ruoli di potere/di governo all’interno delle principali associazioni scientifiche italiane del settore scientifico disciplinare dell’economia aziendale (AIDEA, SIDREA; SISR). Infine, come ultima fase della ricerca, e cambiando l’approccio metodologico in quello qualitativo, ci soffermeremo sul fiorire di figure di studiose di ragioneria nel nostro paese per approfondire gli aspetti legati alla carriera e ai contenuti dell’opera delle «maestre» della ragioneria e dell’economia aziendale.Il fatto stesso che la problematica del gender non sia stata sfiorata e che quindi possa non avere nessuna importanza ci sembra un motivo sufficientemente valido per sviluppare l’indagine e soprattutto per cercare le ragioni più nascoste a un approccio abbastanza neutrale nei confronti della contabilità. Rispetto allo stato dell’arte degli studi quindi, il contributo innovativo può essere individuato nel tentativo di analizzare il ruolo scientifico delle studiose italiane (pink accounting) rispetto al contesto nazionale nei diversi periodi analizzati e di riflettere sugli ostacoli alla loro presenza sulle riviste nazionali e sulla carriera accademica considerando anche le caratteristiche proprie femminili. Il lavoro di seguito presentato è così strutturato: la prima parte identifica i principali contributi che si focalizzano sulla gender accounting e sulla disuguaglianza di genere nelle accademie; la seconda evidenzia i dati relativi al periodo di interesse (1970-2014). Dopo aver percorso sinteticamente la «storia femminile» della rivista da cui sono stati ottenuti, la terza parte presenta le prime riflessioni conclusive e le prospettive future della ricerca.

LE STUDIOSE ITALIANE DI RAGIONERIA E DI ECONOMIA AZIENDALE: MOSCHE BIANCHE O CIGNI NERI?

DEL BALDO, MARA;
2017-01-01

Abstract

L’idea del lavoro scaturisce in particolare dal contributo di Dambrin e Lambert [2006a; 2006b] che, attraverso un’analisi della «letteratura di genere» nelle riviste contabili francesi e anglosassoni, sottolineano la presenza di diverse categorie di ostacoli che si frappongono alla progressione di carriera delle donne nella professione contabile. Mutuando questa prospettiva, ci si è quindi chiesti se, partendo dalla «lettura»della presenza (in termini di quantità) di contribuiti femminili nelle principali riviste italiane di economia aziendale, e seguendo una prospettiva storica, sia possibile identificare la presenza di discriminazioni che influenzano la progressione di carriera delle donne che svolgono l’attività di studiose di accounting nel nostro paese e comprenderne le cause. Esiste una differenza nel numero di pubblicazioni di lavori scritti da uomini e da donne? Se sì, esiste un rapporto tra la discriminazione delle donne in termini di visibilità scientifica e la progressione di carriera? Quali sono i fattori di contesto che determinano una scarsa presenza di contributi femminili pubblicati? Quali sono gli ostacoli alla progressione di carriera delle studiose italiane? Il dato quantitativo impiegato per rilevare questa presenza è utilizzato come proxy della produttività scientifica femminile. La metodologia è incentrata, da un lato, sull’analisi deduttiva della letteratura sulla gender accounting e sul ruolo delle donne nelle università, per inquadrare scientificamente la domanda di ricerca. Dall’altro, l’analisi induttiva e le conseguenti riflessioni sulla disuguaglianza di genere nel percorso scientifico e professionale delle donne nell’università e nell’accademia in Italia si focalizzano sul numero di articoli che sono stati pubblicati all’interno della rivista italiana del settore scientifico-disciplinare considerata più antica e a oggi ancora attiva («RIREA - Rivista Italiana di Economia Aziendale e di Ragioneria »). La scelta della rivista nasce dall’esigenza di ripercorrere in tempi diversi, a partire dal 1970 sino a oggi, il contributo scientifico delle donne. Ciò dovuto al fatto che esiste un vuoto conoscitivo, poiché gli studi precedenti sulle riviste italiane sono incentrati prevalentemente sui contributi inerenti alla storia della ragioneria e sulle tipologie di tematiche trattate dagli autori italiani, ma senza una lettura di genere. Lo studio empirico, presentato nella seconda parte del contributo, dà risposta alla prima domanda di ricerca ecostituisce un primo momento di riflessione all’interno di un progetto più ampio, teso a conoscere e valorizzare il ruolo delle studiose all’interno della ragioneria e dell’economia aziendale. Pertanto, nelle successive fasi, l’analisi si articolerà su più piani: da un lato, si estenderà al numero di contributi scientifici all’interno di un numero maggiore di riviste nazionali (oltre a RIREA, saranno prese in considerazione «Contabilità e Cultura Aziendale», «Economia Aziendale on Line», ecc.), dall’altro, alla natura dei contributi e dei temi di ricerca (aree tematiche trattate nei lavori delle studiose) e ai ruoli di potere/di governo all’interno delle principali associazioni scientifiche italiane del settore scientifico disciplinare dell’economia aziendale (AIDEA, SIDREA; SISR). Infine, come ultima fase della ricerca, e cambiando l’approccio metodologico in quello qualitativo, ci soffermeremo sul fiorire di figure di studiose di ragioneria nel nostro paese per approfondire gli aspetti legati alla carriera e ai contenuti dell’opera delle «maestre» della ragioneria e dell’economia aziendale.Il fatto stesso che la problematica del gender non sia stata sfiorata e che quindi possa non avere nessuna importanza ci sembra un motivo sufficientemente valido per sviluppare l’indagine e soprattutto per cercare le ragioni più nascoste a un approccio abbastanza neutrale nei confronti della contabilità. Rispetto allo stato dell’arte degli studi quindi, il contributo innovativo può essere individuato nel tentativo di analizzare il ruolo scientifico delle studiose italiane (pink accounting) rispetto al contesto nazionale nei diversi periodi analizzati e di riflettere sugli ostacoli alla loro presenza sulle riviste nazionali e sulla carriera accademica considerando anche le caratteristiche proprie femminili. Il lavoro di seguito presentato è così strutturato: la prima parte identifica i principali contributi che si focalizzano sulla gender accounting e sulla disuguaglianza di genere nelle accademie; la seconda evidenzia i dati relativi al periodo di interesse (1970-2014). Dopo aver percorso sinteticamente la «storia femminile» della rivista da cui sono stati ottenuti, la terza parte presenta le prime riflessioni conclusive e le prospettive future della ricerca.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2654021
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