Con Destino moderno il filosofo dell’ateneo urbinate Antonio De Simone – attraverso “ritratti di pensiero” disposti in una complessa tessitura sinfonica – analizza, ricostruisce e interpreta ulteriormente la storia intellettuale, filosofica e politica di uno dei pensatori più significativi che nella contemporaneità hanno fatto ingresso nel “pantheon” della grande tradizione filosofica occidentale: Jürgen Habermas. L’Autore, dopo il suo libro Il primo Habermas (2017), in questo volume tratteggia sapientemente i passaggi centrali mediante i quali si è formata e sviluppata la riflessione habermasiana a partire dagli anni Ottanta del Novecento sino ai suoi più recenti approdi tematici. Egli accede al mondo filosofico e politico di Habermas da angolazioni diverse sapendo che la sua identità soggettiva è critica, come nel Moderno lo è stata quella di Hegel: due anime tedesche sempre attente ai mutamenti del palcoscenico umano della storia. Con questo libro De Simone non ha inteso tracciare soltanto una mappa, una cartografia del cammino di pensiero di Habermas, del dialogo e confronto che egli ha stabilito con altre figure filosofiche. L’obiettivo ulteriore è stato altresì quello di comprendere criticamente la cifra speculativa, la competenza ermeneutica e le ragioni teoriche e pratiche che hanno creato e determinato l’insieme del suo stile filosofico, la sua originale public voice, le sue idee sulla politica, la società, la sfera pubblica, il discorso, la ragione, l’etica, la comunicazione, il diritto, la democrazia, l’Occidente, non solo nella riflessività di una situazione contingente, ma come forma di autocomprensione critica del “destino moderno”, nell’intreccio di pensatori e attori che quella vicenda hanno vissuto e continuano a vivere nelle metamorfosi dell’umano. Nell’ineffabile contraddittorietà ed “efflorescenza” del reale, nelle costellazioni mutevoli della “global age”, quello dispiegato da Habermas è un paradigma interpretativo, critico, politico e normativo, postmetafisico, intersoggettivamente orientato che non può essere eludibile, perché è sempre stato mosso dall’ inquietudine della ragione critica – la “roccia” sulla quale, nel corso della storia, tutte «le autorità hanno di fatto finito per sfracellarsi». Con Destino moderno il lettore può compiere un viaggio appassionato attraverso l’opera e il pensiero di Jürgen Habermas ripercorrendo tutte le tappe della sua riflessione matura e dialogando criticamente con un filosofo del nostro tempo.

Antonio De Simone, Destino moderno. Jürgen Habermas. Il pensiero e la critica, Morlacchi Editore, Perugia 2018

Antonio De Simone
2018-01-01

Abstract

Con Destino moderno il filosofo dell’ateneo urbinate Antonio De Simone – attraverso “ritratti di pensiero” disposti in una complessa tessitura sinfonica – analizza, ricostruisce e interpreta ulteriormente la storia intellettuale, filosofica e politica di uno dei pensatori più significativi che nella contemporaneità hanno fatto ingresso nel “pantheon” della grande tradizione filosofica occidentale: Jürgen Habermas. L’Autore, dopo il suo libro Il primo Habermas (2017), in questo volume tratteggia sapientemente i passaggi centrali mediante i quali si è formata e sviluppata la riflessione habermasiana a partire dagli anni Ottanta del Novecento sino ai suoi più recenti approdi tematici. Egli accede al mondo filosofico e politico di Habermas da angolazioni diverse sapendo che la sua identità soggettiva è critica, come nel Moderno lo è stata quella di Hegel: due anime tedesche sempre attente ai mutamenti del palcoscenico umano della storia. Con questo libro De Simone non ha inteso tracciare soltanto una mappa, una cartografia del cammino di pensiero di Habermas, del dialogo e confronto che egli ha stabilito con altre figure filosofiche. L’obiettivo ulteriore è stato altresì quello di comprendere criticamente la cifra speculativa, la competenza ermeneutica e le ragioni teoriche e pratiche che hanno creato e determinato l’insieme del suo stile filosofico, la sua originale public voice, le sue idee sulla politica, la società, la sfera pubblica, il discorso, la ragione, l’etica, la comunicazione, il diritto, la democrazia, l’Occidente, non solo nella riflessività di una situazione contingente, ma come forma di autocomprensione critica del “destino moderno”, nell’intreccio di pensatori e attori che quella vicenda hanno vissuto e continuano a vivere nelle metamorfosi dell’umano. Nell’ineffabile contraddittorietà ed “efflorescenza” del reale, nelle costellazioni mutevoli della “global age”, quello dispiegato da Habermas è un paradigma interpretativo, critico, politico e normativo, postmetafisico, intersoggettivamente orientato che non può essere eludibile, perché è sempre stato mosso dall’ inquietudine della ragione critica – la “roccia” sulla quale, nel corso della storia, tutte «le autorità hanno di fatto finito per sfracellarsi». Con Destino moderno il lettore può compiere un viaggio appassionato attraverso l’opera e il pensiero di Jürgen Habermas ripercorrendo tutte le tappe della sua riflessione matura e dialogando criticamente con un filosofo del nostro tempo.
9788860749758
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2660597
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