Il cantiere di restauro del portico di San Francesco è stato un esempio di collaborazione fattiva tra istituzioni pubbliche diverse: la Scuola di Conservazione e Restauro dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, il Comune di Urbino, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, l’Arcidiocesi. Sono state sviluppate delle azioni concertate in economia che, nel rispetto dei valori architettonici-storici-artistici riconosciuti al monumento, ne hanno consentito la sua conservazione e valorizzazione. Tutto ciò grazie anche ai diversi sponsor privati (IBIX – Giusto Gostoli – Malte storiche – CE.RI.COL – Costruzioni Meliffi e Guidi) che si sono offerti di contribuire al restauro del monumento mettendo a disposizione alcune loro risorse. Si è messo in atto un modello in grado di razionalizzare la spesa pubblica nel campo della cultura. Inoltre è stato un importante momento di formazione per gli allievi della Scuola di Conservazione e Restauro; infatti attraverso il cantiere scuola hanno potuto apprendere e mettere in pratica sul campo, guidati dai docenti, le metodologie e le tecniche alla base degli interventi. Il progetto di restauro è stato sviluppato all’interno del Master in Strumenti e Metodi per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali A.A. 2012-2013 dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio per lo studio e il restauro dei Monumenti dell’Università di Roma “Sapienza” e con l’ICCROM. Il restauro del portico della Chiesa di San Francesco è stata un’occasione per mettere in atto una progettazione di e per il restauro su ben definiti binari storicocritici. Le intenzionalità sono state prevalentemente conservative e si è assunto, come dato di partenza, il rispetto dell’autenticità materica. Le scelte progettuali hanno rispettato i criteri e i principi invocati nella scienza del restauro. Grazie all’utilizzo di sistemi GIS e di sistemi digitali 3D si stanno verificando ulteriori e possibili interventi di reintegrazione di alcune parti mancanti del monumento da realizzarsi nell’immediato futuro e si sta sviluppando, nell’ottica di perseguire una maggiore sensibilizzazione al patrimonio culturale da parte di chi non è un addetto ai lavori, un progetto multimediale in grado di comunicare al pubblico l’importante lavoro svolto fino ad oggi.

Il restauro del portico della chiesa di San Francesco a Urbino: un esempio di cantiere scuola

Baratin Laura
;
Bertozzi Sara
;
Cattaneo Alessandra
;
Moretti Elvio
;
Papi Michele
2018

Abstract

Il cantiere di restauro del portico di San Francesco è stato un esempio di collaborazione fattiva tra istituzioni pubbliche diverse: la Scuola di Conservazione e Restauro dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, il Comune di Urbino, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, l’Arcidiocesi. Sono state sviluppate delle azioni concertate in economia che, nel rispetto dei valori architettonici-storici-artistici riconosciuti al monumento, ne hanno consentito la sua conservazione e valorizzazione. Tutto ciò grazie anche ai diversi sponsor privati (IBIX – Giusto Gostoli – Malte storiche – CE.RI.COL – Costruzioni Meliffi e Guidi) che si sono offerti di contribuire al restauro del monumento mettendo a disposizione alcune loro risorse. Si è messo in atto un modello in grado di razionalizzare la spesa pubblica nel campo della cultura. Inoltre è stato un importante momento di formazione per gli allievi della Scuola di Conservazione e Restauro; infatti attraverso il cantiere scuola hanno potuto apprendere e mettere in pratica sul campo, guidati dai docenti, le metodologie e le tecniche alla base degli interventi. Il progetto di restauro è stato sviluppato all’interno del Master in Strumenti e Metodi per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali A.A. 2012-2013 dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio per lo studio e il restauro dei Monumenti dell’Università di Roma “Sapienza” e con l’ICCROM. Il restauro del portico della Chiesa di San Francesco è stata un’occasione per mettere in atto una progettazione di e per il restauro su ben definiti binari storicocritici. Le intenzionalità sono state prevalentemente conservative e si è assunto, come dato di partenza, il rispetto dell’autenticità materica. Le scelte progettuali hanno rispettato i criteri e i principi invocati nella scienza del restauro. Grazie all’utilizzo di sistemi GIS e di sistemi digitali 3D si stanno verificando ulteriori e possibili interventi di reintegrazione di alcune parti mancanti del monumento da realizzarsi nell’immediato futuro e si sta sviluppando, nell’ottica di perseguire una maggiore sensibilizzazione al patrimonio culturale da parte di chi non è un addetto ai lavori, un progetto multimediale in grado di comunicare al pubblico l’importante lavoro svolto fino ad oggi.
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