Introduzione Diversi modelli teorici sostengono l’esitenza di uno stretto rapporto tra LTM e MdL (es. Cowan, 1995; Baddeley, 2000). C’è un generale accordo sul vantaggio delle parole organizzate semanticamente, rispetto a quelle non organizzate nel recupero sia immediato (es. Alloway & Gathercole, 2005; Potter & Lombardi, 1998) sia dalla LTM (Baddeley et al., 2009). Non è chiaro quale ruolo svolgano i nessi semantici di tipo tematico e tassonomico nella LTM sulla MdL. In particolare, è controversa la questione della loro differenziata rilevanza nel corso dello sviluppo (es. Hashimoto et al, 2007; McAuley & White, 2011). Belacchi et al. (2011) hanno mostrato un effetto positivo di strutture frasali categorizzanti rispetto a descrittive sulla ripetizione di parole in una versione modificata del LST a partire dagli 8 anni, confermando un più ampio effetto in individui con poche risorse disponibili (Osaka et al., 2002). Giofré et al. (2017) attraverso un compito di ricordo di parole collegate da diversi tipi di nesso (tassonomico, tematico, arbitrario) e presentate in sequenze di liste con span crescente (da 2 a 6 liste), hanno trovato un effetto di facilitazione simile tra nesso tassonomico e tematico, di contro ad una maggiore presenza di intrusioni tassonomiche nei più piccoli. Il presente contributo ha inteso rilevare il trend evolutivo completo del rapporto tra organizzazione semantica dell’informazione ed efficienza della MdL dai bambini prescolari agli adulti. Metodo 587 participanti (4 gruppi di bambini da 5 a 13 anni e adulti) sono stati comparati su nuova versione del compito di MdL Semantica inteso a: 1) manipolare i nessi semantici, 2) misurare i loro effetti sul ricordo di parole e sugli errori di intrusione, 3) considerare l’effetto sulle prestazioni di MdL del livello di span della prova (basso vs. alto span). Risultati Da un’ANOVA a disegno misto: 3 (Nesso semantico: tassonomico, tematico, arbitrario) x 2 (Livello di span: Basso e Alto) x 5 (Gruppo d’età) sulla proporzione di parole ricordate sono emersi i seguenti effetti principali: del Nesso semantico, F(2, 1164) = 83,394, p< .001, η 2p =.125, con il nesso tassonomico maggiormente facilitante il ricordo sia del nesso tematico che arbitrario; dello Span, F(1, 582) =1653.499, p< .001, η 2p =.740, con migliori prestazioni nel Basso Span rispetto all’Alto Span (.67 vs. .43); del gruppo di età, F(4,582) = 144.739, p< .001, η2p =.499: i bambini più grandi e gli Adulti hanno ricordato più parole dei piccoli. E’ inoltre emersa, come atteso, un’interazione tra nesso semantico e gruppo di età, F(8,1164) = 2.038, p = .039, η2p =.014, con effetto facilitante del nesso tassonomico a partire dall’età di 8 anni e con un aumento progressivo della dimensione dell’effetto al crescere dell’età. Conclusioni Come atteso, i risultati indicano che le prestazioni di MdL sono modulate dai nessi semantici nella LTM, con cambiamenti nel range d’età considerato. Il nesso tassonomico facilita il ricordo più del nesso tematico, a partire dagli 8 anni d’età. Tali evidenze possono avere rilevanti applicazioni sulla potenziamento della MdL in individui con sviluppo tipico e atipico.

Il rapporto tra Memoria a Lungo Termine Semantica e prestazioni di Memoria di Lavoro cambia con l’età?

Carmen Belacchi
2019-01-01

Abstract

Introduzione Diversi modelli teorici sostengono l’esitenza di uno stretto rapporto tra LTM e MdL (es. Cowan, 1995; Baddeley, 2000). C’è un generale accordo sul vantaggio delle parole organizzate semanticamente, rispetto a quelle non organizzate nel recupero sia immediato (es. Alloway & Gathercole, 2005; Potter & Lombardi, 1998) sia dalla LTM (Baddeley et al., 2009). Non è chiaro quale ruolo svolgano i nessi semantici di tipo tematico e tassonomico nella LTM sulla MdL. In particolare, è controversa la questione della loro differenziata rilevanza nel corso dello sviluppo (es. Hashimoto et al, 2007; McAuley & White, 2011). Belacchi et al. (2011) hanno mostrato un effetto positivo di strutture frasali categorizzanti rispetto a descrittive sulla ripetizione di parole in una versione modificata del LST a partire dagli 8 anni, confermando un più ampio effetto in individui con poche risorse disponibili (Osaka et al., 2002). Giofré et al. (2017) attraverso un compito di ricordo di parole collegate da diversi tipi di nesso (tassonomico, tematico, arbitrario) e presentate in sequenze di liste con span crescente (da 2 a 6 liste), hanno trovato un effetto di facilitazione simile tra nesso tassonomico e tematico, di contro ad una maggiore presenza di intrusioni tassonomiche nei più piccoli. Il presente contributo ha inteso rilevare il trend evolutivo completo del rapporto tra organizzazione semantica dell’informazione ed efficienza della MdL dai bambini prescolari agli adulti. Metodo 587 participanti (4 gruppi di bambini da 5 a 13 anni e adulti) sono stati comparati su nuova versione del compito di MdL Semantica inteso a: 1) manipolare i nessi semantici, 2) misurare i loro effetti sul ricordo di parole e sugli errori di intrusione, 3) considerare l’effetto sulle prestazioni di MdL del livello di span della prova (basso vs. alto span). Risultati Da un’ANOVA a disegno misto: 3 (Nesso semantico: tassonomico, tematico, arbitrario) x 2 (Livello di span: Basso e Alto) x 5 (Gruppo d’età) sulla proporzione di parole ricordate sono emersi i seguenti effetti principali: del Nesso semantico, F(2, 1164) = 83,394, p< .001, η 2p =.125, con il nesso tassonomico maggiormente facilitante il ricordo sia del nesso tematico che arbitrario; dello Span, F(1, 582) =1653.499, p< .001, η 2p =.740, con migliori prestazioni nel Basso Span rispetto all’Alto Span (.67 vs. .43); del gruppo di età, F(4,582) = 144.739, p< .001, η2p =.499: i bambini più grandi e gli Adulti hanno ricordato più parole dei piccoli. E’ inoltre emersa, come atteso, un’interazione tra nesso semantico e gruppo di età, F(8,1164) = 2.038, p = .039, η2p =.014, con effetto facilitante del nesso tassonomico a partire dall’età di 8 anni e con un aumento progressivo della dimensione dell’effetto al crescere dell’età. Conclusioni Come atteso, i risultati indicano che le prestazioni di MdL sono modulate dai nessi semantici nella LTM, con cambiamenti nel range d’età considerato. Il nesso tassonomico facilita il ricordo più del nesso tematico, a partire dagli 8 anni d’età. Tali evidenze possono avere rilevanti applicazioni sulla potenziamento della MdL in individui con sviluppo tipico e atipico.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2671152
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