Il contributo intende apportare nuove testimonianze sull’affermazione del mito cresciuto attorno alla figura di Raffaello nei decenni compresi tra la fine del Sette e la prima metà Ottocento, attraverso la testimonianza dei permessi di copia richiesti, in quegli stessi anni, dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze per la riproduzione delle opere del maestro urbinate (o credute tali) conservate agli Uffizi e a Pitti. L’indagine, inoltre, si allarga a comprendere le copie di alcune opere di Raffaello conservate in Vaticano, realizzate dagli studenti vincitori delle borse di studio a Roma.

I permessi di copia a Firenze nella prima metà dell'Ottocento e il mito di Raffaello

cecilia prete
2019-01-01

Abstract

Il contributo intende apportare nuove testimonianze sull’affermazione del mito cresciuto attorno alla figura di Raffaello nei decenni compresi tra la fine del Sette e la prima metà Ottocento, attraverso la testimonianza dei permessi di copia richiesti, in quegli stessi anni, dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze per la riproduzione delle opere del maestro urbinate (o credute tali) conservate agli Uffizi e a Pitti. L’indagine, inoltre, si allarga a comprendere le copie di alcune opere di Raffaello conservate in Vaticano, realizzate dagli studenti vincitori delle borse di studio a Roma.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2674448
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