Con piacere presento alla comunità degli stakeholder dell’O.I.B.R. il risultato di un’importante collaborazione tra la nostra Fondazione O.I.B.R. e l’International Integrated Reporting Council (IIRC), dopo il fruttuoso lavoro che NIBR e WICI avevano compiuto per elaborare l’edizione in inglese. In italiano l’abbiamo intitolato: “Reporting integrato delle PMI: linee guida operative e casi di studio”. Questo sintetico saggio è per noi motivo di grande soddisfazione. Innanzitutto, perché “apre” quella che speriamo sia una lunga serie di pubblicazioni, alla cui realizzazione l’O.I.B.R. è vocato con passione e impegno. Ma soprattutto perché avvertiamo il significato pregnante di questo documento. Se da un lato infatti l’interesse che l’Integrated Report sta riscuotendo è indiscusso e inimmaginabile solo qualche anno fa, dall’altro la predisposizione dell’ talora preoccupa i preparers, perché si tratta di un documento ancora molto “giovane”, che si presenta come flessibile, aperto, richiedente un’adeguata e concisa forma narrativa, e che deve offrire una visione unitaria del sistema d’impresa e della sua creazione di valore. I contenuti del reporting integrato vanno poi finalizzati nel rispetto dei principi e degli indirizzi previsti dal Framework emanato dall’IIRC nel dicembre 2013. Queste esigenze sono particolarmente avvertite nelle piccole e medie imprese (PMI), dove la dotazione più limitata di staff amministrativo disposto ad esser impiegato nella costruzione del report integrato si contrappone alla constatazione che proprio le PMI hanno caratteristiche tali da permettere loro di andare più rapidamente verso la predisposizione di questa forma di reporting. Il loro radicamento territoriale, l’unitarietà di visione che promana dall’imprenditore che le ha fondate, i valori condivisi da parte di chi ci lavora e l’omogeneità culturale con il sistema di stakeholder che gravitano attorno ad esse, fanno proprio delle PMI un “territorio eletto” perché il reporting integrato possa ulteriormente diffondersi ed acquisire rilevanza sistemica. Il tutto nel contesto di sistemi relazionali ed organizzativi nei quali è di immediata evidenza come i vari “capitali” si trasformano per effetto dell’operare d’impresa, intrecciati l’un l’altro dalle abilità e dalle doti intellettuali e umane dei fondatori o di coloro che ne hanno ereditato la responsabilità gestionale. Se queste “Linee guida” riusciranno a fornire un ausilio efficace alle PMI e alla diffusione tra esse del reporting integrato, questo sarà portatore di numerosi vantaggi. Innanzitutto, perché il reporting integrato è un documento che favorisce il dialogo delle imprese con i propri stakeholder: è cioè uno strumento avanzato di accountability, nel senso pregnante che la letteratura anglosassone attribuisce a questo termine. Secondariamente, perché l’Integrated Reporting stimola il rafforzamento di un pensiero integrato sull’impresa e impegna il management a concentrarsi su ciò che è davvero rilevante (material) fare, comunicandolo agli stakeholders. Ancora, perché apre alla rendicontazione di dimensioni nuove e gradite alla società contemporanea, realizzando l’integrazione dei valori non finanziari con quelli finanziari tradizionali. Infine, perché il reporting integrato permette tutto questo senza perdere di vista la creazione di valore per gli azionisti e per tutti gli stakeholder, anzi vedendo in tale creazione un finalismo unificante, che sintetizza la crescita di produzioni necessariamente sempre più sostenibili da un punto di vista ambientale, sociale ed economico. La visione olistica che sta alla base di queste concezioni d’impresa è quella che alimenta e sorregge le più ricche e feconde menti imprenditoriali. Prof. Alessandro Lai, Presidente Fondazione OIBR

Il Reporting Integrato delle PMI: Linee guida operative e casi di studio

Del Baldo M.
;
2019-01-01

Abstract

Con piacere presento alla comunità degli stakeholder dell’O.I.B.R. il risultato di un’importante collaborazione tra la nostra Fondazione O.I.B.R. e l’International Integrated Reporting Council (IIRC), dopo il fruttuoso lavoro che NIBR e WICI avevano compiuto per elaborare l’edizione in inglese. In italiano l’abbiamo intitolato: “Reporting integrato delle PMI: linee guida operative e casi di studio”. Questo sintetico saggio è per noi motivo di grande soddisfazione. Innanzitutto, perché “apre” quella che speriamo sia una lunga serie di pubblicazioni, alla cui realizzazione l’O.I.B.R. è vocato con passione e impegno. Ma soprattutto perché avvertiamo il significato pregnante di questo documento. Se da un lato infatti l’interesse che l’Integrated Report sta riscuotendo è indiscusso e inimmaginabile solo qualche anno fa, dall’altro la predisposizione dell’ talora preoccupa i preparers, perché si tratta di un documento ancora molto “giovane”, che si presenta come flessibile, aperto, richiedente un’adeguata e concisa forma narrativa, e che deve offrire una visione unitaria del sistema d’impresa e della sua creazione di valore. I contenuti del reporting integrato vanno poi finalizzati nel rispetto dei principi e degli indirizzi previsti dal Framework emanato dall’IIRC nel dicembre 2013. Queste esigenze sono particolarmente avvertite nelle piccole e medie imprese (PMI), dove la dotazione più limitata di staff amministrativo disposto ad esser impiegato nella costruzione del report integrato si contrappone alla constatazione che proprio le PMI hanno caratteristiche tali da permettere loro di andare più rapidamente verso la predisposizione di questa forma di reporting. Il loro radicamento territoriale, l’unitarietà di visione che promana dall’imprenditore che le ha fondate, i valori condivisi da parte di chi ci lavora e l’omogeneità culturale con il sistema di stakeholder che gravitano attorno ad esse, fanno proprio delle PMI un “territorio eletto” perché il reporting integrato possa ulteriormente diffondersi ed acquisire rilevanza sistemica. Il tutto nel contesto di sistemi relazionali ed organizzativi nei quali è di immediata evidenza come i vari “capitali” si trasformano per effetto dell’operare d’impresa, intrecciati l’un l’altro dalle abilità e dalle doti intellettuali e umane dei fondatori o di coloro che ne hanno ereditato la responsabilità gestionale. Se queste “Linee guida” riusciranno a fornire un ausilio efficace alle PMI e alla diffusione tra esse del reporting integrato, questo sarà portatore di numerosi vantaggi. Innanzitutto, perché il reporting integrato è un documento che favorisce il dialogo delle imprese con i propri stakeholder: è cioè uno strumento avanzato di accountability, nel senso pregnante che la letteratura anglosassone attribuisce a questo termine. Secondariamente, perché l’Integrated Reporting stimola il rafforzamento di un pensiero integrato sull’impresa e impegna il management a concentrarsi su ciò che è davvero rilevante (material) fare, comunicandolo agli stakeholders. Ancora, perché apre alla rendicontazione di dimensioni nuove e gradite alla società contemporanea, realizzando l’integrazione dei valori non finanziari con quelli finanziari tradizionali. Infine, perché il reporting integrato permette tutto questo senza perdere di vista la creazione di valore per gli azionisti e per tutti gli stakeholder, anzi vedendo in tale creazione un finalismo unificante, che sintetizza la crescita di produzioni necessariamente sempre più sostenibili da un punto di vista ambientale, sociale ed economico. La visione olistica che sta alla base di queste concezioni d’impresa è quella che alimenta e sorregge le più ricche e feconde menti imprenditoriali. Prof. Alessandro Lai, Presidente Fondazione OIBR
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2674648
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