Si tenta di illustrare il modus operandi e il lavoro di controllo e di riflessione del Camerario su due manoscritti fondamentali della tradizione plautina, B e C, circoscrivendo il campo d'indagine ai Menaechmi - probabilmente la prima commedia da cui il filologo ha iniziato il suo innovativo lavoro testuale su Plauto - e analizzando due differenti generi di 'segni': quelli che Camerario ha posto in una sua edizione della commedia del 1530 e quelli che, forse, ha lasciato sugli stessi codici.

Camerario editore dei Menaechmi

Giorgia Bandini
2020-01-01

Abstract

Si tenta di illustrare il modus operandi e il lavoro di controllo e di riflessione del Camerario su due manoscritti fondamentali della tradizione plautina, B e C, circoscrivendo il campo d'indagine ai Menaechmi - probabilmente la prima commedia da cui il filologo ha iniziato il suo innovativo lavoro testuale su Plauto - e analizzando due differenti generi di 'segni': quelli che Camerario ha posto in una sua edizione della commedia del 1530 e quelli che, forse, ha lasciato sugli stessi codici.
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