La sostenibilità economica delle imprese agricole e, di conseguenza, il potenziale produttivo di molti territori sono strettamente connessi all’andamento del livello dei prezzi che risultano spesso non adeguati a compensare i costi di produzione. Anche per il farro, in letteratura viene evidenziata l’importanza dei prezzi nel determinarne i risultati economici, nonostante il loro maggior livello rispetto a quelli degli altri prodotti cerealicoli. In questo contesto, l’obiettivo del lavoro è valutare la redditività del farro (convenzionale e biologico), mediante l’analisi dei prezzi praticati nella maggiore borsa merci agricola italiana e la loro comparazione con l’andamento dei costi di produzione a livello aziendale, rievati attraverso la RICA, al fine di offrire utili spunti di riflessione sulle prospettive di sviluppo del comparto. Il farro rappresenta una coltura particolarmente adatta alle condizioni orografiche e pedo-climatiche delle aree agricole dell’Italia centrale. Il netto calo dei prezzi negli anni successivi al 2015, probabilmente causato dalla mancata programmazione dell’offerta, si contrappone a una un sostanziale allineamento dei costi di produzione sostenuti per le coltivazioni biologiche e per quelle convenzionali. Affinchè la coltivazione di farro biologico possa essere considerata un’opzione ancora valida per la creazione di reddito possibili soluzioni potrebbero derivare dalla costruzione di filiere (anche multiprodotto), mediante l’implementazione di strategie cooperative e di integrazione orizzontale e verticale, anche per sostenere la diffusione di innovazioni tecnico-produttive e migliorare la diversificazione produttiva.

Il farro: nuove sfide per un cereale antico

E. Vigano';F. F. Fagioli;
2020-01-01

Abstract

La sostenibilità economica delle imprese agricole e, di conseguenza, il potenziale produttivo di molti territori sono strettamente connessi all’andamento del livello dei prezzi che risultano spesso non adeguati a compensare i costi di produzione. Anche per il farro, in letteratura viene evidenziata l’importanza dei prezzi nel determinarne i risultati economici, nonostante il loro maggior livello rispetto a quelli degli altri prodotti cerealicoli. In questo contesto, l’obiettivo del lavoro è valutare la redditività del farro (convenzionale e biologico), mediante l’analisi dei prezzi praticati nella maggiore borsa merci agricola italiana e la loro comparazione con l’andamento dei costi di produzione a livello aziendale, rievati attraverso la RICA, al fine di offrire utili spunti di riflessione sulle prospettive di sviluppo del comparto. Il farro rappresenta una coltura particolarmente adatta alle condizioni orografiche e pedo-climatiche delle aree agricole dell’Italia centrale. Il netto calo dei prezzi negli anni successivi al 2015, probabilmente causato dalla mancata programmazione dell’offerta, si contrappone a una un sostanziale allineamento dei costi di produzione sostenuti per le coltivazioni biologiche e per quelle convenzionali. Affinchè la coltivazione di farro biologico possa essere considerata un’opzione ancora valida per la creazione di reddito possibili soluzioni potrebbero derivare dalla costruzione di filiere (anche multiprodotto), mediante l’implementazione di strategie cooperative e di integrazione orizzontale e verticale, anche per sostenere la diffusione di innovazioni tecnico-produttive e migliorare la diversificazione produttiva.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2681288
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