Dal 1972, quando presenta il progetto Esposizione in tempo reale n. 4 al Padiglione Italia della 36a Biennale di Venezia, Franco Vaccari lavora sulla fotografia come medium di innesco di eventi di enunciazione collettiva. Nella sala della sua personale Vaccari installa una cabina Photomatic, come se ne trovano negli spazi pubblici delle città, e affigge un cartello che incita i visitatori a lasciar traccia del loro passaggio. Il mandato dell’autoscatto (potenziale) al posto di una mostra fotografica provoca uno slittamento del concetto di “esposizione”. L’opera è diretta dall’artista, ma assunta ed eseguita dagli spettatori, in una flagranza del processo di semiosi. Qui l’istanza tracciante del discorso, che manipola e usa l’immagine, non è mai un soggetto singolo. Le tessere, disposte a mosaico, rendono conto, invece, del divenire dell’opera per via di contagi, emulazioni e conflitti tra posizioni enunciazionali, dove la stessa macchina è ora un aiutante ora un opponente. Si riflette sull’emergenza di questi aggiustamenti nelle dinamiche della fotografia

Arrangiamenti e compromessi del plurale nell'enunciazione fotografica

MIGLIORE T
2010-01-01

Abstract

Dal 1972, quando presenta il progetto Esposizione in tempo reale n. 4 al Padiglione Italia della 36a Biennale di Venezia, Franco Vaccari lavora sulla fotografia come medium di innesco di eventi di enunciazione collettiva. Nella sala della sua personale Vaccari installa una cabina Photomatic, come se ne trovano negli spazi pubblici delle città, e affigge un cartello che incita i visitatori a lasciar traccia del loro passaggio. Il mandato dell’autoscatto (potenziale) al posto di una mostra fotografica provoca uno slittamento del concetto di “esposizione”. L’opera è diretta dall’artista, ma assunta ed eseguita dagli spettatori, in una flagranza del processo di semiosi. Qui l’istanza tracciante del discorso, che manipola e usa l’immagine, non è mai un soggetto singolo. Le tessere, disposte a mosaico, rendono conto, invece, del divenire dell’opera per via di contagi, emulazioni e conflitti tra posizioni enunciazionali, dove la stessa macchina è ora un aiutante ora un opponente. Si riflette sull’emergenza di questi aggiustamenti nelle dinamiche della fotografia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2681913
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