L’attuale società ipercomplessa, globale e digitale, viene drammaticamente messa in discussione dalla situazione pandemica che ne rende più difficile l’opera educativa nella prospettiva dell’imparare a vivere. A causa del devastante impatto del Coronavirus sulla nuova e multidimensionale realtà, si è assistito, in tempi rapidissimi, a radicali cambiamenti negli stili di vita, a imposizioni su ogni condizione pre-esistente che hanno alterato le piccole e grandi routine individuali, familiari e comunitarie provocando anche notevoli disagi e scompensi alla salute psico-emotiva dei minori. La pandemia, il confinamento e il distanziamento interpersonale hanno reso ancora più evidente la crisi dei sistemi educativi di fronte alle nuove emergenze sociali, in primis la povertà educativa, ampliando ulteriormente il divario tra bambini e adolescenti appartenenti a differenti contesti socio-culturali e facendo emergere condizioni di ingiustizia e di esclusione nei confronti degli alunni vulnerabili, fragili, svantaggiati e con disagi. Tali rischi hanno chiamato in causa il sistema scolastico con la sfida educativa della Dad (Didattica a distanza) che ha imposto, massivamente e repentinamente, il digitale quale strumento succedaneo della didattica in presenza. La scuola a/da casa, pur valorizzando l’online quale modalità didattica salvifica, ha privato le lezioni in presenza della fertile relazionalità quale costituente primo della relazione educativa. Di fronte alla realistica considerazione che “nulla sarà come prima”, è fondamentale ri-costruire gli apprendimenti organizzativi, sociali, relazionali e digitali nella scuola italiana post lockdown chiamata a ripartire in modo generativo, progettuale e inclusivo.

Scuola e emergenza bio-sanitaria

Mirca Montanari
2021-01-01

Abstract

L’attuale società ipercomplessa, globale e digitale, viene drammaticamente messa in discussione dalla situazione pandemica che ne rende più difficile l’opera educativa nella prospettiva dell’imparare a vivere. A causa del devastante impatto del Coronavirus sulla nuova e multidimensionale realtà, si è assistito, in tempi rapidissimi, a radicali cambiamenti negli stili di vita, a imposizioni su ogni condizione pre-esistente che hanno alterato le piccole e grandi routine individuali, familiari e comunitarie provocando anche notevoli disagi e scompensi alla salute psico-emotiva dei minori. La pandemia, il confinamento e il distanziamento interpersonale hanno reso ancora più evidente la crisi dei sistemi educativi di fronte alle nuove emergenze sociali, in primis la povertà educativa, ampliando ulteriormente il divario tra bambini e adolescenti appartenenti a differenti contesti socio-culturali e facendo emergere condizioni di ingiustizia e di esclusione nei confronti degli alunni vulnerabili, fragili, svantaggiati e con disagi. Tali rischi hanno chiamato in causa il sistema scolastico con la sfida educativa della Dad (Didattica a distanza) che ha imposto, massivamente e repentinamente, il digitale quale strumento succedaneo della didattica in presenza. La scuola a/da casa, pur valorizzando l’online quale modalità didattica salvifica, ha privato le lezioni in presenza della fertile relazionalità quale costituente primo della relazione educativa. Di fronte alla realistica considerazione che “nulla sarà come prima”, è fondamentale ri-costruire gli apprendimenti organizzativi, sociali, relazionali e digitali nella scuola italiana post lockdown chiamata a ripartire in modo generativo, progettuale e inclusivo.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2693150
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