Lo studio dei sistemi di illuminazione in spazi confinati di peculiare natura pone questioni per il cui corretto inquadramento può essere particolarmente feconda l’interazione tra discipline e metodologie di taglio storico e quelle più propriamente scientifiche. Dopo un’analisi delle conoscenze sui sistemi di illuminazione delle strutture ipogee e rupestri in diversi contesti territoriali (Italia meridionale, Cappadocia, Cipro) in un arco cronologico compreso tra VI e XII secolo, nella seconda parte del contributo si definisce un metodo in grado di analizzare i sistemi di illuminazione naturale e artificiale in età medievale, avvalendosi di un modello di ricostruzione virtuale 3D creato sulla base di un rilievo digitale tridimensionale che tiene conto delle evidenze architettoniche come cavità, recessi, nicchie, assieme all’individuazione di eventuali strutture atte alla sospensione di lampade. Il caso studio per validare sperimentalmente il metodo è individuato tra le chiese rupestri di Matera: la Chiesa di S. Barbara per la quale è stato creato un modello virtuale visualizzabile on-line al fine di diffondere e promuovere la conoscenza del patrimonio culturale.

L’illuminazione naturale e artificiale nelle chiese rupestri e semi ipogee: studi e scenari attraverso modelli virtuali

Andrea Paribeni
2020-01-01

Abstract

Lo studio dei sistemi di illuminazione in spazi confinati di peculiare natura pone questioni per il cui corretto inquadramento può essere particolarmente feconda l’interazione tra discipline e metodologie di taglio storico e quelle più propriamente scientifiche. Dopo un’analisi delle conoscenze sui sistemi di illuminazione delle strutture ipogee e rupestri in diversi contesti territoriali (Italia meridionale, Cappadocia, Cipro) in un arco cronologico compreso tra VI e XII secolo, nella seconda parte del contributo si definisce un metodo in grado di analizzare i sistemi di illuminazione naturale e artificiale in età medievale, avvalendosi di un modello di ricostruzione virtuale 3D creato sulla base di un rilievo digitale tridimensionale che tiene conto delle evidenze architettoniche come cavità, recessi, nicchie, assieme all’individuazione di eventuali strutture atte alla sospensione di lampade. Il caso studio per validare sperimentalmente il metodo è individuato tra le chiese rupestri di Matera: la Chiesa di S. Barbara per la quale è stato creato un modello virtuale visualizzabile on-line al fine di diffondere e promuovere la conoscenza del patrimonio culturale.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2693697
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