La disciplina in materia di controlled foreign companies e‘ stata modificata dal d.lgs. n. 147 del 2015 (c.d. decreto sull’internazionalizzazione) e, a distanza di poco tempo, nuovamente rivisitata con la legge di stabilita‘ 2016. Tali modifiche hanno parzialmente migliorato la formulazione testuale della norma (in particolare, con riferimento alle modalita‘ di determinazione del reddito); adeguato il testo al diritto vivente (in materia di interpello); modificato la procedura accertativa (con l’estensione del contraddittorio anticipato, ma anche con l’introduzione di obblighi dichiarativi per il contribuente e di specifiche sanzioni); nonche´ ridisegnato l’ambito oggettivo di applicazione (con la rinuncia all’attuazione delle white list e l’abbandono delle black list). Tali interventi normativi, tuttavia, comportano l’insorgere di forti dubbi applicativi – in particolare, proprio con riferimento all’ambito oggettivo di applicazione – e non hanno dato seguito ad alcune indicazioni diramate a livello internazionale (ad esempio, in materia di cause di esclusione).

LA DISCIPLINA IN MATERIA DI CONTROLLED FOREIGN COMPANIES ALLA LUCE DELLE MODIFICHE APPORTATE DALLA LEGGE DI STABILITA‘ 2016 E NELL’ATTESA DELL’ATTUAZIONE DELLA “DIRETTIVA ANTI-BEPS”

Bagarotto E
2017-01-01

Abstract

La disciplina in materia di controlled foreign companies e‘ stata modificata dal d.lgs. n. 147 del 2015 (c.d. decreto sull’internazionalizzazione) e, a distanza di poco tempo, nuovamente rivisitata con la legge di stabilita‘ 2016. Tali modifiche hanno parzialmente migliorato la formulazione testuale della norma (in particolare, con riferimento alle modalita‘ di determinazione del reddito); adeguato il testo al diritto vivente (in materia di interpello); modificato la procedura accertativa (con l’estensione del contraddittorio anticipato, ma anche con l’introduzione di obblighi dichiarativi per il contribuente e di specifiche sanzioni); nonche´ ridisegnato l’ambito oggettivo di applicazione (con la rinuncia all’attuazione delle white list e l’abbandono delle black list). Tali interventi normativi, tuttavia, comportano l’insorgere di forti dubbi applicativi – in particolare, proprio con riferimento all’ambito oggettivo di applicazione – e non hanno dato seguito ad alcune indicazioni diramate a livello internazionale (ad esempio, in materia di cause di esclusione).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2695176
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