L’attuale crisi economica, sociale e ambientale, richiede non solo interventi di natura tecnica e produttiva, ma anche una profonda trasformazione del senso etico e spirituale dell’attività economica, non più orientata solo al profitto, ma animata da uno spirito che tenga conto delle esigenze psicologiche e dei bisogni affettivi e prosociali dell’essere umano, nelle sue molteplici dimensioni. Questo nuovo approccio presuppone una trasformazione dell’attività economica che, tenda sempre più al perseguimento anche di altri fini, di carattere ideale e sociale, ciò che da un lato comporta l’ibridazione delle attività economiche tradizionali con l'assunzione di una responsabilità sociale e ambientale e, dall’altro, porta alla creazione di nuove forme imprenditoriali, tra cui il social business o impresa sociale. Questa tipologia di impresa è caratterizzata dallo svolgimento di un'attività produttiva, con metodo economico, ma con esclusione della distribuzione degli utili, che devono essere reinvestiti nell'impresa per il conseguimento dell'attività di interesse generale che l'impresa sociale deve perseguire, tra quelle indicate dalla legge. L’emergere delle imprese sociali richiede anche nuove fonti di finanziamento, diverse da quelle tradizionali, tra cui la finanza d’impatto, come insieme di tecniche e strumenti particolarmente congeniali a questo nuovo modello di business. Il tema dell’impresa sociale e del suo finanziamento è stato oggetto dell’attenzione del legislatore italiano con la riforma legislativa del 2016 e del 2017, che si inserisce nella più ampia riforma del Terzo Settore. Questa normativa richiede un’adeguata analisi giuridica, al fine di comprendere meglio il significato delle nuove norme, anche alla luce dell’interesse che le autorità di vigilanza sui mercati finanziari e la comunità europea stanno dedicando ai temi della finanza sostenibile e inclusiva.
La disciplina del finanziamento dell’impresa sociale nella normativa italiana
Elisabetta Righini
2024
Abstract
L’attuale crisi economica, sociale e ambientale, richiede non solo interventi di natura tecnica e produttiva, ma anche una profonda trasformazione del senso etico e spirituale dell’attività economica, non più orientata solo al profitto, ma animata da uno spirito che tenga conto delle esigenze psicologiche e dei bisogni affettivi e prosociali dell’essere umano, nelle sue molteplici dimensioni. Questo nuovo approccio presuppone una trasformazione dell’attività economica che, tenda sempre più al perseguimento anche di altri fini, di carattere ideale e sociale, ciò che da un lato comporta l’ibridazione delle attività economiche tradizionali con l'assunzione di una responsabilità sociale e ambientale e, dall’altro, porta alla creazione di nuove forme imprenditoriali, tra cui il social business o impresa sociale. Questa tipologia di impresa è caratterizzata dallo svolgimento di un'attività produttiva, con metodo economico, ma con esclusione della distribuzione degli utili, che devono essere reinvestiti nell'impresa per il conseguimento dell'attività di interesse generale che l'impresa sociale deve perseguire, tra quelle indicate dalla legge. L’emergere delle imprese sociali richiede anche nuove fonti di finanziamento, diverse da quelle tradizionali, tra cui la finanza d’impatto, come insieme di tecniche e strumenti particolarmente congeniali a questo nuovo modello di business. Il tema dell’impresa sociale e del suo finanziamento è stato oggetto dell’attenzione del legislatore italiano con la riforma legislativa del 2016 e del 2017, che si inserisce nella più ampia riforma del Terzo Settore. Questa normativa richiede un’adeguata analisi giuridica, al fine di comprendere meglio il significato delle nuove norme, anche alla luce dell’interesse che le autorità di vigilanza sui mercati finanziari e la comunità europea stanno dedicando ai temi della finanza sostenibile e inclusiva.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.