Il presente contributo analizza la sentenza della Corte costituzionale n. 170/2023, con la quale la Corte fa alcune importanti precisazioni sulla nozione di «corrispondenza» ai sensi degli artt. 15, primo comma, e 68, terzo comma, Cost., chiarendone, da un lato, il perimetro di applicazione e, dall’altro, la natura delle comunicazioni protette dalla Costituzione. La libertà di corrispondenza, infatti, è stata da sempre al centro di numerosi dibattiti in dottrina e di interpretazioni differenti da parte della giurisprudenza. La presente sentenza origina da un conflitto di attribuzione proposto dal Senato della Repubblica nei confronti della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Firenze nell’ambito di un procedimento penale a carico del sen. Matteo Renzi e altri, per avere quest’ultima acquisito conversazioni del senatore senza la previa autorizzazione della Camera di appartenenza ai sensi dell’art. 68, terzo comma, Cost. Gli esiti cui perviene la Corte, tuttavia, non paiono immuni da problematiche, che qui saranno analizzate.
Un’estensione (eccessiva?) della nozione di «corrispondenza» in una recente sentenza della Corte costituzionale
Luca Maria Tonelli
2024
Abstract
Il presente contributo analizza la sentenza della Corte costituzionale n. 170/2023, con la quale la Corte fa alcune importanti precisazioni sulla nozione di «corrispondenza» ai sensi degli artt. 15, primo comma, e 68, terzo comma, Cost., chiarendone, da un lato, il perimetro di applicazione e, dall’altro, la natura delle comunicazioni protette dalla Costituzione. La libertà di corrispondenza, infatti, è stata da sempre al centro di numerosi dibattiti in dottrina e di interpretazioni differenti da parte della giurisprudenza. La presente sentenza origina da un conflitto di attribuzione proposto dal Senato della Repubblica nei confronti della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Firenze nell’ambito di un procedimento penale a carico del sen. Matteo Renzi e altri, per avere quest’ultima acquisito conversazioni del senatore senza la previa autorizzazione della Camera di appartenenza ai sensi dell’art. 68, terzo comma, Cost. Gli esiti cui perviene la Corte, tuttavia, non paiono immuni da problematiche, che qui saranno analizzate.| File | Dimensione | Formato | |
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