Il saggio si propone di esaminare le diverse maniere con cui Boccaccio ha concepito e rappresentato gli spazi naturali. Dalla lettura del Ninfale Fiesolano e del Decameron si deduce la città quale spazio chiuso e ben circoscritto destinato all’essere umano, congiuntamente alla necessità di antropizzare gli spazi naturali al fine di averne una fruizione estetica ma anche utile. Da qui l’importanza del giardino, non solo cornice del ‘festeggievole ragionare’, ma emblema stesso del Centonovelle. Le opere più tarde in volgare e in latino accolgono invece il concetto della solitudo loci, proponendo la scelta di dimorare in luoghi agresti e remoti come necessari ai sacra studia e ai sapienti di ogni epoca, una soluzione mutuata dal magistero di Petrarca.

La natura secondo Boccaccio

Ilaria Tufano
2025

Abstract

Il saggio si propone di esaminare le diverse maniere con cui Boccaccio ha concepito e rappresentato gli spazi naturali. Dalla lettura del Ninfale Fiesolano e del Decameron si deduce la città quale spazio chiuso e ben circoscritto destinato all’essere umano, congiuntamente alla necessità di antropizzare gli spazi naturali al fine di averne una fruizione estetica ma anche utile. Da qui l’importanza del giardino, non solo cornice del ‘festeggievole ragionare’, ma emblema stesso del Centonovelle. Le opere più tarde in volgare e in latino accolgono invece il concetto della solitudo loci, proponendo la scelta di dimorare in luoghi agresti e remoti come necessari ai sacra studia e ai sapienti di ogni epoca, una soluzione mutuata dal magistero di Petrarca.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2769411
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