Il volume ripercorre, attraverso un itinerario iconografico che si snoda tra Medioevo e Rinascimento, la forma e il senso degli spazi del sapere, di cui il tempo ha lasciato solo esili tracce. Le immagini che nei secoli hanno rappresentato questi luoghi, pur se non concepite con finalità documentarie, si rivelano strumenti ermeneutici di straordinaria efficacia: esse restituiscono l’orditura architettonica degli ambienti, la qualità degli arredi, la disposizione dei libri e quell’universo di dettagli, ormai perduti, che raramente le sole fonti scritte consentono di afferrare. Esemplare, in tal senso, è il caso della biblioteca di Federico da Montefeltro, concepita quale ambizioso e consapevole progetto politico-culturale volto alla promozione della sapienza e della spiritualità. Di quella raccolta mirabile, costituita in pochi anni secondo un disegno di compiuta universalità, successivamente confluita nella Biblioteca Apostolica Vaticana, a Urbino resta soltanto una stanza vuota, che nemmeno l’immaginazione riesce a colmare. Proprio questa stanza diventa il focus del presente studio che, attraverso un serrato dialogo tra testimonianze scritte, fonti visive e tracce materiali, propone una ricostruzione della facies originale della famosa Libraria urbinate, ricomponendo l’unità perduta tra contenitore e contenuto, tra forma e sostanza, che è l’essenza di ogni biblioteca.

Nella stanza vuota. La perduta biblioteca di Urbino com'era, dov'era

Fachechi Grazia Maria
2025

Abstract

Il volume ripercorre, attraverso un itinerario iconografico che si snoda tra Medioevo e Rinascimento, la forma e il senso degli spazi del sapere, di cui il tempo ha lasciato solo esili tracce. Le immagini che nei secoli hanno rappresentato questi luoghi, pur se non concepite con finalità documentarie, si rivelano strumenti ermeneutici di straordinaria efficacia: esse restituiscono l’orditura architettonica degli ambienti, la qualità degli arredi, la disposizione dei libri e quell’universo di dettagli, ormai perduti, che raramente le sole fonti scritte consentono di afferrare. Esemplare, in tal senso, è il caso della biblioteca di Federico da Montefeltro, concepita quale ambizioso e consapevole progetto politico-culturale volto alla promozione della sapienza e della spiritualità. Di quella raccolta mirabile, costituita in pochi anni secondo un disegno di compiuta universalità, successivamente confluita nella Biblioteca Apostolica Vaticana, a Urbino resta soltanto una stanza vuota, che nemmeno l’immaginazione riesce a colmare. Proprio questa stanza diventa il focus del presente studio che, attraverso un serrato dialogo tra testimonianze scritte, fonti visive e tracce materiali, propone una ricostruzione della facies originale della famosa Libraria urbinate, ricomponendo l’unità perduta tra contenitore e contenuto, tra forma e sostanza, che è l’essenza di ogni biblioteca.
2025
978-88-492-5470-9
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2770851
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