In un periodo di intensa produzione editoriale in tema di medievalismo, ossia di quel fenomeno che comporta una rilettura soggettiva dell’Era di mezzo con possibili ricostruzioni a rischio di errore, l’A. prende in considerazione e individua pregi e difetti del libro Enzo Caffarelli L’anima medievale nei nomi contemporanei (Firenze, Leo Olschki 2024). Si tratta di una materia eminentemente transdisciplinare ed anche il libro qui analizzato si colloca in una prospettiva multidisciplinare. Nello studio di Enzo Caffarelli non ci si limita ad aspetti linguistici, ma si abbracciano anche dimensioni storiche, in particolare l’uso sociale, politico e identitario dei nomi. Risulta notevole proprio la nuova collocazione epistemologica del libro. Nel secolo scorso il medievalismo non era ancora un orizzonte visibile. Oggi si assiste a un ricollocamento disciplinare interessante e condivisibile: l’aggiunta di un contenitore che meglio definisce l’oggetto di studio. Questo conferisce al libro un carattere di novità assoluta, rendendolo degno di attenzione. L’onomastica medievalista, ancora marginale nel panorama delle ricerche, trova qui una collocazione significativa e promettente, perché contribuisce a superare una barriera invisibile ma persistente tra gli ambiti della Filologia, Linguistica e Letteratura e quelli della Storia: una separazione artificiosa quando si tratta di temi trasversali qui discussi

Il contenitore medievalista e gli studi onomastici. A proposito di un libro di Enzo Caffarelli

Tommaso di Carpegna Falconieri
2026

Abstract

In un periodo di intensa produzione editoriale in tema di medievalismo, ossia di quel fenomeno che comporta una rilettura soggettiva dell’Era di mezzo con possibili ricostruzioni a rischio di errore, l’A. prende in considerazione e individua pregi e difetti del libro Enzo Caffarelli L’anima medievale nei nomi contemporanei (Firenze, Leo Olschki 2024). Si tratta di una materia eminentemente transdisciplinare ed anche il libro qui analizzato si colloca in una prospettiva multidisciplinare. Nello studio di Enzo Caffarelli non ci si limita ad aspetti linguistici, ma si abbracciano anche dimensioni storiche, in particolare l’uso sociale, politico e identitario dei nomi. Risulta notevole proprio la nuova collocazione epistemologica del libro. Nel secolo scorso il medievalismo non era ancora un orizzonte visibile. Oggi si assiste a un ricollocamento disciplinare interessante e condivisibile: l’aggiunta di un contenitore che meglio definisce l’oggetto di studio. Questo conferisce al libro un carattere di novità assoluta, rendendolo degno di attenzione. L’onomastica medievalista, ancora marginale nel panorama delle ricerche, trova qui una collocazione significativa e promettente, perché contribuisce a superare una barriera invisibile ma persistente tra gli ambiti della Filologia, Linguistica e Letteratura e quelli della Storia: una separazione artificiosa quando si tratta di temi trasversali qui discussi
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