Il saggio si concentra sulla figura di Giorgina Craufurd, mazziniana di famiglia inglese, emigrata in Italia dopo il matrimonio con Aurelio Saffi e qui attiva nell’associazionismo femminile e nel movimento femminile italiano, in particolare nella campagna contro la prostituzione. La biografia di Giorgina è seguita nella sua fase finale, in cui la donna si dedicò totalmente all’ordinamento e alla cura dell’archivio della propria famiglia, le carte, da lei selezionate, ricopiate, rimaneggiate, arrivano fino a noi, conservate nel Fondo Saffi dell’Archiginnasio di Bologna. La riflessione si sviluppa intorno ad uno spazio originale di azione femminile: quello della memoria, creata, gestita, selezionata, resa pubblica o mantenuta segreta attraverso il rimaneggiamento dei fascicoli dell’archivio familiare, luogo significativo per la storia delle donne. Giorgina, forte della sua capacità politica e relazionale, sviluppata in lunghi anni di training all’ombra della madre, nel gruppo delle “donne mazziniane”, negli anni di migrazioni fra le città italiane, e nella laboriosa quiete di Forlì, dedica un lungo ventennio di senilità al ricordo del Risorgimento e della sua giovinezza, alla celebrazione della memoria gloriosa del marito, ma anche alla ricostruzione della propria attività politica, delle proprie battaglie e dell’amore che ha legato a lei uno dei triumviri della Repubblica Romana. L’esistenza di Saffi e la sua eredità politica ci appaiono dunque mediate dallo sguardo e dalle scelte di Craufurd, che ne costruisce l’immagine attraverso la cura delle carte. Il protagonismo di Giorgina si manifesta in uno degli spazi più suggestivi per la ricerca storica, luogo di conservazione e di trasmissione della memoria, ovvero l’archivio, in cui è possibile dare forma e riconoscere una fisionomia persino alle figure ai margini della società, lavoratrici, donne sposate e vedove, animatrici di proteste o dell’opposizione politica, che, da comparse inanimate della storia, assumono, con la loro presenza, talvolta silenziosa, il ruolo di protagoniste. Studiare l’attività di Giorgina nel riordino e nella selezione, nella pubblicazione o nell’occultamento di carteggi, diari e annotazioni appartenuti a sé stessa e al defunto marito, un’attività che appare come sintesi perfetta della sua intera esistenza, ha permesso di ripercorrere i tratti salienti della personalità di questa donna, lo svilupparsi dei suoi interessi politici e delle sue reti amicali, di accertarsi della resilienza delle sue convinzioni ideali e morali, arrivate intatte o irrigiditesi nel corso di un percorso di vita lungo e tortuoso. Il lavoro di ricerca ha dunque intersecato il tema delle scritture femminili e delle differenze di genere nell’ambito della costruzione della memoria di sé.
Giorgina Saffi e la costruzione della memoria familiare e politica nel Risorgimento
cora benetti
2025
Abstract
Il saggio si concentra sulla figura di Giorgina Craufurd, mazziniana di famiglia inglese, emigrata in Italia dopo il matrimonio con Aurelio Saffi e qui attiva nell’associazionismo femminile e nel movimento femminile italiano, in particolare nella campagna contro la prostituzione. La biografia di Giorgina è seguita nella sua fase finale, in cui la donna si dedicò totalmente all’ordinamento e alla cura dell’archivio della propria famiglia, le carte, da lei selezionate, ricopiate, rimaneggiate, arrivano fino a noi, conservate nel Fondo Saffi dell’Archiginnasio di Bologna. La riflessione si sviluppa intorno ad uno spazio originale di azione femminile: quello della memoria, creata, gestita, selezionata, resa pubblica o mantenuta segreta attraverso il rimaneggiamento dei fascicoli dell’archivio familiare, luogo significativo per la storia delle donne. Giorgina, forte della sua capacità politica e relazionale, sviluppata in lunghi anni di training all’ombra della madre, nel gruppo delle “donne mazziniane”, negli anni di migrazioni fra le città italiane, e nella laboriosa quiete di Forlì, dedica un lungo ventennio di senilità al ricordo del Risorgimento e della sua giovinezza, alla celebrazione della memoria gloriosa del marito, ma anche alla ricostruzione della propria attività politica, delle proprie battaglie e dell’amore che ha legato a lei uno dei triumviri della Repubblica Romana. L’esistenza di Saffi e la sua eredità politica ci appaiono dunque mediate dallo sguardo e dalle scelte di Craufurd, che ne costruisce l’immagine attraverso la cura delle carte. Il protagonismo di Giorgina si manifesta in uno degli spazi più suggestivi per la ricerca storica, luogo di conservazione e di trasmissione della memoria, ovvero l’archivio, in cui è possibile dare forma e riconoscere una fisionomia persino alle figure ai margini della società, lavoratrici, donne sposate e vedove, animatrici di proteste o dell’opposizione politica, che, da comparse inanimate della storia, assumono, con la loro presenza, talvolta silenziosa, il ruolo di protagoniste. Studiare l’attività di Giorgina nel riordino e nella selezione, nella pubblicazione o nell’occultamento di carteggi, diari e annotazioni appartenuti a sé stessa e al defunto marito, un’attività che appare come sintesi perfetta della sua intera esistenza, ha permesso di ripercorrere i tratti salienti della personalità di questa donna, lo svilupparsi dei suoi interessi politici e delle sue reti amicali, di accertarsi della resilienza delle sue convinzioni ideali e morali, arrivate intatte o irrigiditesi nel corso di un percorso di vita lungo e tortuoso. Il lavoro di ricerca ha dunque intersecato il tema delle scritture femminili e delle differenze di genere nell’ambito della costruzione della memoria di sé.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


