L’intervista a Sanzio Balducci offre una testimonianza preziosa sul clima culturale degli anni Settanta, segnato da un diffuso interesse per il mondo popolare e le sue espressioni linguistiche, e traccia le tappe di un’intera carriera fino agli anni più recenti e alla decisione della donazione del fondo. Formatosi all’Università di Urbino, la figura di Balducci si distingue per un approccio originale alla ricerca linguistica: intreccio di formazione musicale, sensibilità etnografica e curiosità metodologica che lo porta a sperimentare percorsi allora inediti, come l’applicazione dell’analisi statistica alla variazione dialettale. Le sue parole ricostruiscono la nascita di una pratica di raccolta del parlato fondata sulla ricerca del buon informatore, sulla cura della trascrizione e sul rispetto dei supporti, in continuità con l’insegnamento di maestri quali Temistocle Franceschi e Gasto-ne Venturelli. Le riflessioni sulla registrazione analogica, sulla conservazione dei materiali sonori e sulla trasformazione di un corpus privato in archivio pubblico delineano un’etica della ricerca in cui rigore linguistico e responsabilità umana coincidono: “un buon raccoglitore deve essere un buon ascoltatore”. L’intervista è stata condotta da Elia Bedussi e Manuela Frontera il 25 settembre 2025 nell’abitazione privata di Sanzio Balducci a Fossombrone (PU). Si è avvalsa di due strumenti di registrazione simultanea (un registratore digitale Roland R-05 e un Samsung Galaxy Tab A9) ed è stata caratterizzata da un approccio semi-strutturato, basato su un canovaccio predisposto in precedenza e al tempo stesso aperto a sviluppi tematici proposti dall’intervistato. Duccio Piccardi si è occupato della trascrizione e stesura del testo, che è stato discusso dal gruppo e rivisto e approvato nella sua attuale forma da Sanzio Balducci. Chiara Celata, autrice di questa introduzione, ha coordinato il lavoro come parte delle attività del gruppo urbinate del progetto PRIN 2022 PNRR Space and Time in Oral Archives (STOA), che coinvolge anche l’Università degli Studi di Siena e che ha in carico la digitalizzazione e la sistemazione archivistica del fondo dell’intervistato.

«Bisogna saper ascoltare». Sanzio Balducci intervistato a cinquant’anni dalla tesi di laurea

Balducci, Sanzio;Bedussi, Elia;Frontera, Manuela;Piccardi, Duccio;Celata, Chiara
2026

Abstract

L’intervista a Sanzio Balducci offre una testimonianza preziosa sul clima culturale degli anni Settanta, segnato da un diffuso interesse per il mondo popolare e le sue espressioni linguistiche, e traccia le tappe di un’intera carriera fino agli anni più recenti e alla decisione della donazione del fondo. Formatosi all’Università di Urbino, la figura di Balducci si distingue per un approccio originale alla ricerca linguistica: intreccio di formazione musicale, sensibilità etnografica e curiosità metodologica che lo porta a sperimentare percorsi allora inediti, come l’applicazione dell’analisi statistica alla variazione dialettale. Le sue parole ricostruiscono la nascita di una pratica di raccolta del parlato fondata sulla ricerca del buon informatore, sulla cura della trascrizione e sul rispetto dei supporti, in continuità con l’insegnamento di maestri quali Temistocle Franceschi e Gasto-ne Venturelli. Le riflessioni sulla registrazione analogica, sulla conservazione dei materiali sonori e sulla trasformazione di un corpus privato in archivio pubblico delineano un’etica della ricerca in cui rigore linguistico e responsabilità umana coincidono: “un buon raccoglitore deve essere un buon ascoltatore”. L’intervista è stata condotta da Elia Bedussi e Manuela Frontera il 25 settembre 2025 nell’abitazione privata di Sanzio Balducci a Fossombrone (PU). Si è avvalsa di due strumenti di registrazione simultanea (un registratore digitale Roland R-05 e un Samsung Galaxy Tab A9) ed è stata caratterizzata da un approccio semi-strutturato, basato su un canovaccio predisposto in precedenza e al tempo stesso aperto a sviluppi tematici proposti dall’intervistato. Duccio Piccardi si è occupato della trascrizione e stesura del testo, che è stato discusso dal gruppo e rivisto e approvato nella sua attuale forma da Sanzio Balducci. Chiara Celata, autrice di questa introduzione, ha coordinato il lavoro come parte delle attività del gruppo urbinate del progetto PRIN 2022 PNRR Space and Time in Oral Archives (STOA), che coinvolge anche l’Università degli Studi di Siena e che ha in carico la digitalizzazione e la sistemazione archivistica del fondo dell’intervistato.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2775531
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