Il testo esamina lo schema di decreto legislativo con cui il Governo intende recepire le Direttive Ue n. 2024/1499 e n. 2024/1500, sugli organismi di parità, finalizzate a rafforzarne indipendenza, risorse, poteri e accessibilità. Secondo le Autrici e l’Autore, la riforma proposta non realizza questo obiettivo: sostituendo l’attuale sistema articolato di organismi, tra cui l’Unar e la Rete delle/dei consi-gliere/i di parità, con un unico organismo centralizzato a Roma, rischia anzi di indebolire il sistema esistente e di violare la clausola di non regresso prevista dalle direttive.
Prime note sullo schema di decreto legislativo attuativo delle Direttive Ue n. 2024/1499 e n. 2024/1500, sugli organismi di parità
Piera Campanella;Olivia Bonardi;Silvia Borelli;Marco Tufo
2026
Abstract
Il testo esamina lo schema di decreto legislativo con cui il Governo intende recepire le Direttive Ue n. 2024/1499 e n. 2024/1500, sugli organismi di parità, finalizzate a rafforzarne indipendenza, risorse, poteri e accessibilità. Secondo le Autrici e l’Autore, la riforma proposta non realizza questo obiettivo: sostituendo l’attuale sistema articolato di organismi, tra cui l’Unar e la Rete delle/dei consi-gliere/i di parità, con un unico organismo centralizzato a Roma, rischia anzi di indebolire il sistema esistente e di violare la clausola di non regresso prevista dalle direttive.File in questo prodotto:
| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Organismi di parità_RGL_2026_I_107-128_DEF.pdf
solo utenti autorizzati
Tipologia:
Versione editoriale
Licenza:
Copyright (tutti i diritti riservati)
Dimensione
653.49 kB
Formato
Adobe PDF
|
653.49 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


