Il presente contributo intende proporre un percorso nella poesia di Luzi che, pur scandito a distanze concise ma lampanti, sfiora non di rado il disincanto allarmato di un osservatore sofferente del Novecento, il quale tuttavia non manca di trascendere i limiti di quell’orizzonte imprescindibile per la vicenda umana che si costituisce nel “mondo”, ora individuato nella raccolta esperienza di un paese, ora nella luminosa estensione di una certezza ultraterrena. È in questo gioco che il “paesaggio” svolge, in Luzi, una istintiva linea prosodica, in quanto dà sostegno alla restituzione di un soggetto dialogico (in creaturale dialogo con la natura) al fine di sottrarlo al rischio di pose liriche.
Tempi del paesaggio nella poesia di Mario Luzi
Salvatore Ritrovato
2026
Abstract
Il presente contributo intende proporre un percorso nella poesia di Luzi che, pur scandito a distanze concise ma lampanti, sfiora non di rado il disincanto allarmato di un osservatore sofferente del Novecento, il quale tuttavia non manca di trascendere i limiti di quell’orizzonte imprescindibile per la vicenda umana che si costituisce nel “mondo”, ora individuato nella raccolta esperienza di un paese, ora nella luminosa estensione di una certezza ultraterrena. È in questo gioco che il “paesaggio” svolge, in Luzi, una istintiva linea prosodica, in quanto dà sostegno alla restituzione di un soggetto dialogico (in creaturale dialogo con la natura) al fine di sottrarlo al rischio di pose liriche.| File | Dimensione | Formato | |
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