Il presente contributo ricostruisce il lungo rapporto letterario e umano che intercorse fra Paolo Volponi e Carlo Bo, a partire dalle prime prove poetiche dello scrittore urbinate fino agli ultimi importanti romanzi. L’ipotesi critica è che Bo vide in Volponi un autore che già dalle prime prove cercava (e avrebbe trovato) una sua strada originale, superando i modelli letterari con i quali aveva cominciato a confrontarsi. La preferenza di Bo per l’originaria dimensione lirica della scrittura volponiana non impedisce al critico di seguire con sensibilità e interesse lo svolgimento di un’opera più complessa e ricca di sfumature di quanto egli stesso aveva intuito sin dalla prefazione al Ramarro.
Bo lettore di Volponi
Salvatore Ritrovato
2024
Abstract
Il presente contributo ricostruisce il lungo rapporto letterario e umano che intercorse fra Paolo Volponi e Carlo Bo, a partire dalle prime prove poetiche dello scrittore urbinate fino agli ultimi importanti romanzi. L’ipotesi critica è che Bo vide in Volponi un autore che già dalle prime prove cercava (e avrebbe trovato) una sua strada originale, superando i modelli letterari con i quali aveva cominciato a confrontarsi. La preferenza di Bo per l’originaria dimensione lirica della scrittura volponiana non impedisce al critico di seguire con sensibilità e interesse lo svolgimento di un’opera più complessa e ricca di sfumature di quanto egli stesso aveva intuito sin dalla prefazione al Ramarro.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


