L’esplosione del porto di Beirut del 4 agosto 2020 è stato un evento estremamente traumatico - furioso, potremmo dire - non solo per i massicci danni causati su persone o su monumenti (il cosiddetto patrimonio culturale di grande scala), ma anche su beni culturali di piccola scala, come dipinti o sculture che erano conservate in edifi ci particolarmente colpiti e che, in seguito all’esplosione, presentavano fenomeni di degrado peculiari e necessitavano di interventi di restauro finalizzati al ristabilimento della loro solidità strutturale. Il presente contributo si focalizza su un piccolo gruppo di tre dipinti su tela, tutti provenienti dalla stessa collezione privata e dunque conservati nel medesimo edifi cio - il palazzo Sursock, localizzato nell’area residenziale di Beirut nota con il nome di Ashrafi eh, prospiciente al porto. In seguito all’esplosione, i tre dipinti presentavano una fenomenologia di degrado simile (buchi, tagli e strappi degli strati preparatori e pittorici fi no al supporto tessile) che comprometteva la planarità e la stabilità strutturale dell’insieme-opera. Per eseguire uno screening dello stato di fatto dei dipinti prima dell’intervento, ma anche per monitorare l’andamento delle operazioni di restauro, sono state realizzate campagne fotografi che speditive con metodi di indagine in luce visibile radente e transilluminante, che si sono rivelati supporti fondamentali per una chiara visualizzazione del degrado e per la defi nizione di protocolli ad hoc di intervento.

Restauro furioso. Modalità speditive di visualizzazione del degrado per alcuni dipinti danneggiati durante l’esplosione del porto di Beirut

Veronica Tronconi
;
Laura Baratin;Joseph Zaarour
2026

Abstract

L’esplosione del porto di Beirut del 4 agosto 2020 è stato un evento estremamente traumatico - furioso, potremmo dire - non solo per i massicci danni causati su persone o su monumenti (il cosiddetto patrimonio culturale di grande scala), ma anche su beni culturali di piccola scala, come dipinti o sculture che erano conservate in edifi ci particolarmente colpiti e che, in seguito all’esplosione, presentavano fenomeni di degrado peculiari e necessitavano di interventi di restauro finalizzati al ristabilimento della loro solidità strutturale. Il presente contributo si focalizza su un piccolo gruppo di tre dipinti su tela, tutti provenienti dalla stessa collezione privata e dunque conservati nel medesimo edifi cio - il palazzo Sursock, localizzato nell’area residenziale di Beirut nota con il nome di Ashrafi eh, prospiciente al porto. In seguito all’esplosione, i tre dipinti presentavano una fenomenologia di degrado simile (buchi, tagli e strappi degli strati preparatori e pittorici fi no al supporto tessile) che comprometteva la planarità e la stabilità strutturale dell’insieme-opera. Per eseguire uno screening dello stato di fatto dei dipinti prima dell’intervento, ma anche per monitorare l’andamento delle operazioni di restauro, sono state realizzate campagne fotografi che speditive con metodi di indagine in luce visibile radente e transilluminante, che si sono rivelati supporti fondamentali per una chiara visualizzazione del degrado e per la defi nizione di protocolli ad hoc di intervento.
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