L’articolo interpreta la reazione contenuta di Mosca all’attacco israelo-americano contro l’Iran come espressione di una strategia di sostegno indiretto a un partner essenziale. La cooperazione militare, energetica e nucleare russo-iraniana configura un rapporto strutturale, potenzialmente assimilabile al sostegno statunitense all’Ucraina. Distinguendo tra radicalizzazione dell’opinione pubblica russa e calcolo della leadership, l’analisi esamina i possibili vantaggi per Teheran di un conflitto prolungato e gli effetti di ricompattamento interno attribuiti all’uccisione di Khamenei. Conclude evidenziando come, nella lettura di Mosca, l’intreccio tra negoziati e attacchi militari eroda la credibilità diplomatica americana e alimenti la sfiducia verso Trump.
"La Russia e la guerra all'Iran"
Igor Pellicciari
2026
Abstract
L’articolo interpreta la reazione contenuta di Mosca all’attacco israelo-americano contro l’Iran come espressione di una strategia di sostegno indiretto a un partner essenziale. La cooperazione militare, energetica e nucleare russo-iraniana configura un rapporto strutturale, potenzialmente assimilabile al sostegno statunitense all’Ucraina. Distinguendo tra radicalizzazione dell’opinione pubblica russa e calcolo della leadership, l’analisi esamina i possibili vantaggi per Teheran di un conflitto prolungato e gli effetti di ricompattamento interno attribuiti all’uccisione di Khamenei. Conclude evidenziando come, nella lettura di Mosca, l’intreccio tra negoziati e attacchi militari eroda la credibilità diplomatica americana e alimenti la sfiducia verso Trump.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


