L'articolo presenta delle riflessioni sugli atteggiamenti dei piccoli imprenditori al riguardo del problema/opportunità della "non crescita", valutato in riferimento alle coordinate soggettive ed oggettive nel cui alveo matura la scelta di mantenere la piccola dimensione. Muovendo da modelli di sviluppo e da approcci presenti in letteratura, si è cercato di discernere le componenti ed il grado di strategicità della "scelta" che si pone come alternativa ai percorsi canonici di sviluppo dimensionale. Lo scopo è quello di verificare se e in quali casi tale scelta possa reputarsi deliberata (espressione di lungimiranza strategica) oppure sia "subita" e segno di un'intrinseca debolezza della formula imprenditoriale. La discrimininante è ravvisata nell'esistenza, o meno, di un processo di "crescita culturale" (cultura di impresa e processi apprenditivi) di cui il piccolo imprenditore si faccia promotore e che si esplicita attraverso la diffusione di un approccio manageriale, l'attenzione al paradigma organizzativo, alla qualità delle risorse e al clima interno, l'innovazione e la creazione di rapporti interfirm sorretti da logiche di sfruttamento delle complementarietà e delle sinergie. Attraverso tali "snodi critici", sembrano delinearsi i presupposti di strategie di eccellenza, adatte alla piccola dimensione e capaci di garantire lo sviluppo competitivo.

DETERMINANTI E CONDIZIONI DELLE STRATEGIE DI "NON CRESCITA" DELLE PICCOLE IMPRESE

DEL BALDO, MARA
1997-01-01

Abstract

L'articolo presenta delle riflessioni sugli atteggiamenti dei piccoli imprenditori al riguardo del problema/opportunità della "non crescita", valutato in riferimento alle coordinate soggettive ed oggettive nel cui alveo matura la scelta di mantenere la piccola dimensione. Muovendo da modelli di sviluppo e da approcci presenti in letteratura, si è cercato di discernere le componenti ed il grado di strategicità della "scelta" che si pone come alternativa ai percorsi canonici di sviluppo dimensionale. Lo scopo è quello di verificare se e in quali casi tale scelta possa reputarsi deliberata (espressione di lungimiranza strategica) oppure sia "subita" e segno di un'intrinseca debolezza della formula imprenditoriale. La discrimininante è ravvisata nell'esistenza, o meno, di un processo di "crescita culturale" (cultura di impresa e processi apprenditivi) di cui il piccolo imprenditore si faccia promotore e che si esplicita attraverso la diffusione di un approccio manageriale, l'attenzione al paradigma organizzativo, alla qualità delle risorse e al clima interno, l'innovazione e la creazione di rapporti interfirm sorretti da logiche di sfruttamento delle complementarietà e delle sinergie. Attraverso tali "snodi critici", sembrano delinearsi i presupposti di strategie di eccellenza, adatte alla piccola dimensione e capaci di garantire lo sviluppo competitivo.
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