L'articolo cerca di connettere la rappresentazione della paura e del terrore sul piccolo schermo con la loro diffusione e rappresentazione sociale. L'analisi segue da un lato, la storia del cinema e dei suoi generi, e dall'altro l'evoluzione della società e delle sue paure e paranoie. Sarà chiaro, infatti, che ci sono strette connessioni tra questi due ambiti e la loro evoluzione nel corso del tempo, esemplificata anche dall'analisi di tre diversi film che sono l'adattamento del romanzo Io sono leggenda: L'ultimo uomo sulla terra (1964), Occhi bianchi sul pianeta terra (1971) e Io sono leggenda (1997).

Don't be afraid of the dark. La rappresentazione della paura sul grande schermo e il suo rapporto con la società

Stefania Antonioni
2017-01-01

Abstract

L'articolo cerca di connettere la rappresentazione della paura e del terrore sul piccolo schermo con la loro diffusione e rappresentazione sociale. L'analisi segue da un lato, la storia del cinema e dei suoi generi, e dall'altro l'evoluzione della società e delle sue paure e paranoie. Sarà chiaro, infatti, che ci sono strette connessioni tra questi due ambiti e la loro evoluzione nel corso del tempo, esemplificata anche dall'analisi di tre diversi film che sono l'adattamento del romanzo Io sono leggenda: L'ultimo uomo sulla terra (1964), Occhi bianchi sul pianeta terra (1971) e Io sono leggenda (1997).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2656982
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