Seamus Heaney è forse l’amante infelice del Cristianesimo. Il rispetto per i morti, per le lacerazioni e infezioni nazionali – rispetto cantato superbamente in Station Island – spinse il poeta irlandese a cercare il rimedio alla crisi dei valori in un sistema trascendente anteriore a quello intimamente cristiano: i Campi Elisi virgiliani. «Una fede lieve e pesante come la mannaia di una ghigliottina», suggerisce inconsapevolmente Kafka. Con Virgilio Heaney condivideva anche la sorte di esule. Nella nostra epoca assetata di alterità politica e metafisica, il loro rapporto va più a fondo della semplice ‘ripresa’, ‘traduzione’, ‘rilettura’: in entrambi si scorge l’inconfondibile tensione verso l’assolutamente altro, la trascendenza che, rinnovata, torna a investire il reale della sua potenza. Heaney e Virgilio, in una voce unica e stentorea, divengono per la nostra epoca quasi un destino irrinunciabile.
Heaney l’amante infelice. Riprese del libro VI dell’Eneide
Alberto Fraccacreta
2015
Abstract
Seamus Heaney è forse l’amante infelice del Cristianesimo. Il rispetto per i morti, per le lacerazioni e infezioni nazionali – rispetto cantato superbamente in Station Island – spinse il poeta irlandese a cercare il rimedio alla crisi dei valori in un sistema trascendente anteriore a quello intimamente cristiano: i Campi Elisi virgiliani. «Una fede lieve e pesante come la mannaia di una ghigliottina», suggerisce inconsapevolmente Kafka. Con Virgilio Heaney condivideva anche la sorte di esule. Nella nostra epoca assetata di alterità politica e metafisica, il loro rapporto va più a fondo della semplice ‘ripresa’, ‘traduzione’, ‘rilettura’: in entrambi si scorge l’inconfondibile tensione verso l’assolutamente altro, la trascendenza che, rinnovata, torna a investire il reale della sua potenza. Heaney e Virgilio, in una voce unica e stentorea, divengono per la nostra epoca quasi un destino irrinunciabile.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.