Come si riconfigura l’articolazione politica delle società industriali nel corso degli anni Venti e Trenta del Novecento? Ciò che fu letto, quasi senza eccezione, come il venir meno dei pilastri di un’intera civiltà (se non della civiltà), trova in Gramsci una spiegazione di taglio assai diverso. Per lui, la crisi innegabile del liberalismo e della corrispondente civiltà va interpretata come la disgregazione di una determinata egemonia, e come il processo di sostituzione di questa da parte di un’altra, dalle caratteristiche parzialmente nuove, ma che, come la precedente, è funzionale a mantenere al potere la borghesia come classe dirigente, anzi a rilanciare tale funzione. L’accento si sposta così dalle forme della dissoluzione a quelle della ricostruzione, forme che documentano la necessità urgente di reagire ai massicci processi di associazionismo e sindacalizzazione di gruppi sociali fino a quel momento disgregati. La nuova politica consiste nello sviluppo massiccio e sistematico di nuove forme, strumenti e istituzioni dell’egemonia che neutralizzano o relativizzano, in un modo o nell’altro, la dicotomia pubblico/privato su cui si era fondata la civiltà liberale. Gramsci mostra che l’intreccio inedito di Stato e società, insieme alla necessità di includere le masse, sia pure in modo subalterno, nella sfera pubblica, trasforma la questione della democrazia, declinandola in termini diversi dal parlamentarismo.
ANTONIO GRAMSCI E LA NUOVA POLITICA. Egemonia, democrazia e mito
Fabio Frosini
2026
Abstract
Come si riconfigura l’articolazione politica delle società industriali nel corso degli anni Venti e Trenta del Novecento? Ciò che fu letto, quasi senza eccezione, come il venir meno dei pilastri di un’intera civiltà (se non della civiltà), trova in Gramsci una spiegazione di taglio assai diverso. Per lui, la crisi innegabile del liberalismo e della corrispondente civiltà va interpretata come la disgregazione di una determinata egemonia, e come il processo di sostituzione di questa da parte di un’altra, dalle caratteristiche parzialmente nuove, ma che, come la precedente, è funzionale a mantenere al potere la borghesia come classe dirigente, anzi a rilanciare tale funzione. L’accento si sposta così dalle forme della dissoluzione a quelle della ricostruzione, forme che documentano la necessità urgente di reagire ai massicci processi di associazionismo e sindacalizzazione di gruppi sociali fino a quel momento disgregati. La nuova politica consiste nello sviluppo massiccio e sistematico di nuove forme, strumenti e istituzioni dell’egemonia che neutralizzano o relativizzano, in un modo o nell’altro, la dicotomia pubblico/privato su cui si era fondata la civiltà liberale. Gramsci mostra che l’intreccio inedito di Stato e società, insieme alla necessità di includere le masse, sia pure in modo subalterno, nella sfera pubblica, trasforma la questione della democrazia, declinandola in termini diversi dal parlamentarismo.| File | Dimensione | Formato | |
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